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Certificazioni di qualità

Le tipologie di certificazione che possono essere adottate dalle aziende produttrici per garantire la qualità dei propri prodotti si diffrenziano principalmente in base all' oggetto della certificazione: CERTIFICAZIONI DI PROCESSO e CERTIFICAZIONI DI PRODOTTO.

Certificazione di processo

Le Certificazioni di Processo sono già molto diffuse in Europa,un po' in tutti i settori industriali. Gli standard di certificazione di processo certificano il processo produttivo in corrispondenza dei vari stadi della filiera. Tra questi tipi di certificazione ricordiamo:

GMP (Good Manifacturing Practices): specifiche professionali basate sulle buone pratiche operative, ad applicazione volontaria.

HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Point): letteralmente "analisi dei rischi e controllo dei punti critici di processo". Si tratta di una metodologia definita dal Codex Alimentarius nel 1997 riguardante la sicurezza igienico-sanitaria dei prodotti, teoricamente obbligatoria per tutte le aziende, tranne quelle che effettuano la produzione primaria (allevamento, raccolta, mungitura, macellazione, etc.). Le norme dell'HACCP sono diffuse in tutta Europa ed in Italia sono state recepite con il D.Lgs. 155/97.

ISO 9000: famiglia di norme definite dall'International Standard Organization (ISO) e recepite a livello nazionale (in Italia dall'UNI), riguardanti la possibilità di introduzione nelle imprese di un Sistema di Gestione per la Qualità. Tali norme, diffuse in più di 150 nazioni nel mondo, possono essere applicate a qualunque tipo di impresa che produca qualsiasi tipo di merce, poiché non definiscono le caratteristiche di qualità del prodotto ottenuto, ma riguardano le capacità dell'impresa di garantire requisiti costanti e controllo sull'attività.

ISO 14000: altra famiglia di norme definite dall'ISO, che consentono di individuare i parametri da applicare per la conduzione aziendale ecocompatibile; lo scopo è quello di creare un sistema interno all'azienda di gestione e valutazione dell'impatto con il mondo circostante, da un punto di vista ambientale.

  EMAS (Eco-Management and Audit Scheme)

Riguarda l' adesione volontaria delle imprese del settore industriale a un sistema comunitario di ecogestione e audit. L'azienda evidenzia la sua politica ambientale in maniera responsabile e trasparente con una dichiarazione ambientale. È molto simile alla certificazione ISO 14000. L'adesione al regolamento fa sì che l'azienda evidenzi la politica ambientale con una dichiarazione che consente l'iscrizione nel registro europeo delle organizzazioni registrate EMAS e l'utilizzo del Logo ambientale europeo. La normativa di riferimento è il Regolamento UE n. 761/2001. 

 L’Ecolabel (Regolamento CE n. 1980/2000)

E' il marchio europeo di qualità ecologica che premia i prodotti e i servizi migliori dal punto di vista ambientale, che possono così diversificarsi dai concorrenti presenti sul mercato, mantenendo comunque elevati standard  prestazionali. L’etichetta attesta che il prodotto o il servizio ha un ridotto impatto ambientale nel suo intero ciclo di vita. Il marchio Ecolabel èuno strumento volontario, selettivo e con diffusione a livello Europeo.

Certificazione di prodotto

Le Certificazioni di Prodotto prevedono sistemi di certificazione della qualità dei prodotti immessi in commercio. Tra questi si hanno MARCHI COLLETTIVI, MARCHI DI QUALITA SUPERIORE, MARCHI DI ORIGINE.

Marchi collettivi

Non si tratta di marchi aziendali, ma di marchi che distinguono un determinato prodotto ottenuto da tutte le aziende che si trovano in certe condizioni ambientali, produttive, storiche e che "volontariamente" accettano di sottostare a un sistema di controllo operato da organismi indipendenti (per tali motivi si parla di  Marchi Collettivi). Il prodotto con marchio collettivo è accompagnato da una vera e propria certificazione di qualità in quanto i produttori sono sottoposti ad un controllo sistemico da parte di un organismo specificatamente autorizzato e abilitato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali il quale avrà il compito di garantire che i prodotti agricoli alimentari, recante il marchio protetto, rispondano ai requisiti del disciplinare.

Marchi di qualità superiore

Garantiscono la qualità superiore di un prodotto in seguito a specifiche di prodotto controllate ad ogni anello della filiera di produzione, trasformazione e commercializzazione. Tra i più conosciuti il marchio Label Rouge francese, regolato dall'ente nazionale CNLC (Commission Nationale des Label set des Certifications des Produits Agricoles et Alimentaires).

Marchi di origine

Garantiscono la qualità di determinati prodotti alimentari che sono oggetto della normativa europea in merito. Documento fondamentale della richiesta di registrazione di una D.O.P., I.G.P. o S.G.T. è rappresentato da un Disciplinare di Produzione. Si tratta in un certo senso delle prescrizioni alle quali tutti i produttori aderanti devono attenersi in modo tassativo e quindi del primo strumento di garanzia per il consumatore circa le caratteristiche del prodotto e le modalità di ottenimento dello stesso. Atra caratteristica richiesta è la presenza del Consorzio di Tutela che ha la funzione di promozione, valorizzazione, di controllo e tutela del marchio. 

DOP (Denominazione di Origine Protetta)

Viene assegnato solo ai prodotti che rispettano due condizioni: le materie prime e la lavorazione devono essere effettuate nel luogo da cui il prodotto prende il nome ed è esclusivamente quella zona geografica da cui dipendono la qualità e il sapore del prodotto finale. Si tratta, quindi, di un marchio ambito, perchè indice di maggior qualità. Tra i principali esempi di prodotti alimentari DOP vi sono: Parmigiano Reggiano, Mozzarella di bufala campana, Prosciutto di Parma, Aceto balsamico tradizionale di Modena.

IGP (Indicazione Geografica Protetta)

Si attribuisce ai prodotti tipici di un’area geografica, con caratteristiche simili a quelle del marchio DOP. Il legame con il territorio non deve essere presente in tutte le fasi della produzione. Per esempio, le materie prime possono essere acquistate anche in altre aree geografiche. Esempi di prodotti IGP sono: Bresaola della Valtellina, Capperi di Pantelleria, Radicchio Rosso di Treviso.
Questa dicitura non fa riferimento ad un'origine ma designa gli alimenti legati a una regione geografica specifica, per il metodo di lavorazione o composizione del prodotto, tipico di quella zona come per esempio, la mozzarella.