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Messina

Descrizione e cenni storici

Sull’omonimo Stretto ed in una particolare posizione tra i monti Peloritani, si distende la città “porta della Sicilia”, Messina. Per il numero di abitanti è la terza città di rango metropolitano della Sicilia, nonché capoluogo dell’omonima provincia regionale. Essa infatti, comprende una buona fetta del territorio isolano grazie alla presenza di 108 comuni sparsi in una estensione territoriale di 3.247,34 kmq. Separata dal continente da 5 km di mare, Messina è il naturale punto di approdo per chi viene dalla penisola. Ecco dunque l’importanza del suo porto a forma di falce che nell’antichità le ha valso il nome di Zancle, colonia greca fondata nell’VIII secolo a.C. La storia della cittàè quindi indissolubilmente legata al mare ed allo stretto omonimo, che come narravano i naviganti, era controllato da due esseri mostruosi: Scilla e Cariddi. L'originaria popolazione di Zancle viene però sopraffatta da altre genti  provenienti dalla greca Messenia, ed è così che il nome muta in Messene (sec. V a.C.) . Tale nome resiste fino a quando la città viene occupata dai Mamertini, mercenari campanigià al soldo di Siracusa (sec. III a.C.). Roma, chiamata in Sicilia da Messina, origine della prima guerra punica, vi si lega con uno speciale trattato facendo di Messana (questo il nome romano) un porto militare  e un attrezzato porto commerciale. Nel Medioevo, diventa una sorta di città-stato, analoga ad un libero comune dell’Italia centro-settentrionale. La città e il suo territorio sono gli ultimi a cadere nelle mani degli arabi nel IX secolo e i primi a liberarsene grazie al gran Conte Ruggero il Normanno che, nel 1061, da qui muove alla riconquista di tutta la Sicilia.
Con le imprese connesse alle crociate, Messina, ulteriormente fortificata da Riccardo Cuor di Leone, è un porto fondamentale per il viaggio delle armate occidentali in Terra Santa. Vi fioriscono i commerci e suoi mercanti fonderanno una loggia in Medio Oriente. In un crescendo, interrotto solo dalle vicende del "Vespro" nel XIII secolo, Messina giunge al periodo d'oro della sua storia: tra il Quattrocento e la fine del Seicento. Dopo anni di guerra, la città rivive nel Settecento, ma un gran terremoto, nel 1783, la abbatte di nuovo. Di nuovo risorge e partecipa ai moti risorgimentali dell'Ottocento ribellandosi, prima in Italia, il  primo settembre 1848. Finchè un altro catastrofico terremoto, avvenuto nel 1908, non distrugge il 90 per cento della città provocando la morte di circa 70.000 persone. Ricostruita per intero dopo un tale avvenimento e in parte nuovamente dopo i bombardamenti anglo-americani del 1943, la città con il suo porto, tra i più grandi del Mediterraneo, è fondamentale scalo dei traghetti per il continente, importante centro turistico, commerciale, cantieristico, agricolo, artigianale ed industriale. 

Struttura del porto

Le barche da pesca si trovano nella zona compresa tra il litorale antistante la città e Capo Peloro e nella zona di Villafranca Tirrena.
Non esiste un vero porto peschereccio e le barche vengono per lo più tirate sulla spiaggia.

Caratteristiche medie della flotta
N° Imbarcazioni 65
Lunghezza (m) 6,9
Stazza (t) 3,3
Potenza motore (KW) 27,8
Anno costruzione 1975