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Ustica

Descrizione e cenni storici

Ustica è una piccolissima isola vulcanica, ha un’estensione di circa 8,6 kmq, altro non è che la parte emersa di un grande vulcano sottomarino. Sembra sia molto antica e sia affiorata molto prima delle isole Eolie. Gli antichi geografi e storiografi la chiamarono Ustica dal nome latino Ustum, bruciato, per la sua origine ed il colore nero della lava. Per i Greci invece era Osteoides, “isola delle ossa”, per i resti umani di una deportazione cartaginese di soldati mercenari ammutinati, che vennero lasciati  qui a morire di fame e sete. Il primo insediamento umano risale all’era Paleolitica. Difatti scavi hanno riportato alla luce un villaggio paleocristiano, così come in vari punti dell’isola e sott’acqua, a testimonianza di numerosi naufragi avvenuti in questo mare, sono stati ritrovati numerosissimi reperti archeologici che confermano che questi luoghi sono stati abitati dagli antichi popoli del Mediterraneo. Punto strategico per i traffici ed i commerci, Ustica vide passare i Fenici, i Greci, i Cartaginesi e i Romani che nell'isola lasciarono vestigia un pò dappertutto. In seguito fu la base delle scorrerie saracene che l'usavano per nascondere le loro navi e quindi attaccare di sorpresa i naviganti. Al tempo di Ferdinando IV Re delle due Sicilie si decise di innalzare una serie di fortificazioni intorno all’isola, che consentissero ai coloni di poter lavorare tranquillamente. Furono quindi costruite le cisterne per l'acqua piovana e le case che andarono poi a costituire il centro abitato principale. Nel 1759 un decreto imperiale di Ferdinando di Borbone impose una progressiva colonizzazione da parte di volontari palermitani, trapanesi ed eoliani, creando le premesse di una piccola e stabile comunità che conta oggi oltre 1.300 abitanti. Ma Ustica è stata anche luogo di destinazione per i deportati: i Borboni vi confinarono i prigionieri politici, come fecero del resto i Savoia ed i fascisti. Vi soggiornarono anche Gramsci, Parri e Romita. Poi nel 1961, per sollevazione popolare il confino fu abolito e sostituito con il più remunerativo e qualificante turismo. Quindi da colonia penale attiva fino agli anni ’50, Ustica è diventata, grazie alle sue acque trasparenti, alle sue coste rocciose che nascondono bellissime grotte, insenature e calette, un vero e proprio paradiso per gli amanti delle immersioni subacquee. Gli abitanti vivono soprattutto di pesca e turismo, anche se l'agricoltura specializzata è in aumento (vite, ortaggi, cereali, soprattutto lenticchie). Il piccolo centro abitato si stende ad anfiteatro intorno ad una baia che ospita il porto. Una delle caratteristiche peculiari delle abitazioni è  che da alcuni anni, i muri delle case sono stati "trasformati" in tele e gli artisti vi hanno dipinto paesaggi, trompe-l'oeil, ritratti, nature morte, soggetti fantastici. Dal 1987 è divenuta riserva marina.

Struttura del porto

Il porticciolo di Ustica, situato a Cala Santa Maria, è costituito da un molo di 110 m banchinato sul lato interno, da una banchina di riva e da un ampio piazzale banchinato. Per l'approdo si può anche utilizzare un pontile situato a levante del porticciolo. Attualmente sono in corso lavori di ripristino della banchina "ex Sirena" posizionata all'esterno del molo di sopraflutto. Sono disponibili 12 posti barca.

Servizi

Distributore di benzina e gasolio in banchina, fontanella, scivolo, gru mobile per piccole imbarcazioni, ormeggiatori, ritiro rifiuti, rifornimento alimentare c/o Coop. Usticese, cabina telefonica.

Caratteristiche medie della flotta
N° Imbarcazioni 3
Lunghezza(m) 11,1
Stazza (t) 7,0
Potenza motore (KW) 71