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Lampedusa

Descrizione e cenni storici

L’isola di Lampedusa, appartenente all’arcipelago delle Pelagie, è la sesta per estensione, delle isole siciliane. Difatti, con una superficie di 20,2 kmq, conta circa 5.500 abitanti e appartiene al comune di Lampedusa e Linosa (provincia di Agrigento). E' certo che l'isola fu abitata dai Fenici, dai Greci, dai Romani e dagli Arabi che hanno lasciato tracce ben evidenti del loro passaggio. I Romani sfruttarono Lampedusa per impiantarvi uno stabilimento per la lavorazione del pesce e per la produzione del garum, una salsa di pesce molto diffusa in età imperiale. Le monete ritrovate nei sepolcreti rinvenuti in prossimità della Grotta della Regina attestano con certezza che i romani erano presenti a Lampedusa all'epoca delle Guerre Puniche e che, con Linosa, se ne servirono come utilissime basi navali e strategiche per le spedizioni contro Cartagine. Gli Arabi sono coloro che lasciarono più impronte su quest'isola perché, dediti come erano alla pirateria, la utilizzarono come approdo anche molto tempo dopo la cacciata ufficiale dalla Sicilia. Successivamente, per un lungo periodo, l'isola rimase in tranquilla attesa di nuovi abitanti. Nel 1760 fu colonizzata dai francesi seguiti dopo sedici anni da un nucleo familiare maltese e poi dagli inglesi . Nell’800, la famiglia Tomasi, da cui discendeva l’autore del “Gattopardo”, cedette le Pelagie a Ferdinando II di Borbone che riuscì a rendere attivo e produttivo l’arcipelago e che vi fece costruire i cosiddetti Dammusi, delle tipiche costruzioni in pietra. Nel 1860 Lampedusa entrò a far parte del Regno d’Italia che si disinteressò dell’isola fino al 1872 quando vi fu impiantata una colonia penale. Dopo decenni di attesa finalmente negli anni ’60 l’isola è stata collegata dalla linea telefonica con la  terra ferma e sono stati costruiti una centrale elettrica e l’aeroporto; nella parte occidentale è presente una base NATO che fu obiettivo nel 1986, del lancio di due missili SCUB da parte del colonnello Gheddafi. Attualmente l’isola di Lampedusa, oltre che essere rivalutata per la bellezza del mare e la natura selvaggia ed affascinante, è balzata spesso alla cronaca perché primo approdo di migliaia di clandestini nord-africani diretti verso l’Europa. 

Struttura del porto

Il porto di Lampedusa di III classe si affaccia su una vasta insenatura della costa sud dell’isola ed è articolato in tre cale, Cala Guitgia, Cala Salina (banchinata in parte) e Cala Palma, di cui fa parte il Moletto della Sanità, munito di bitte è utilizzabile dalle imbarcazioni da diporto. La Punta Maccaferri del promontorio Cavallo Bianco delimita a levante l’imboccatura del porto. Tre sono le banchine destinate alla pesca di lunghezza pari a 300m, 200m e 200m, tutte illuminate. 

Servizi

Scalo di alaggio, magazzino per forniture ai motopescherecci, impianto di fornitura del ghiaccio, congelatori e frigoriferi per la conservazione del pescato, gru mobili per il sollevamento delle imbarcazioni, officine meccaniche, distributori di gasolio, approvvigionamento idrico  per mezzo di autobotti e fontane pubbliche,  elettrico per mezzo di gruppi elettrogeni.
La commercializzazione del prodotto ittico viene effettuata sul molo.

 

Caratteristiche medie della flotta
N° Imbarcazioni 87
Lunghezza (m) 12,91
Stazza (t) 13,37
Potenza motore (HP) 155,04