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Acitrezza

Descrizione e cenni storici

Acitrezza, frazione del comune di Aci Castello in provincia di Catania, è un centro peschereccio di antica e notevole tradizione, famoso per il suo stupendo paesaggio dominato dai Faraglioni dei Ciclopi (area marina protetta): otto pittoreschi scogli basaltici che, secondo la leggenda, furono  lanciati da Polifemo ad Ulisse durante la sua fuga. E’ anche il paese in cui Giovanni Verga ambientò il romanzo “I Malavoglia”. La sua storia comincia all'epoca della dominazione spagnola in Sicilia e si sviluppa per circa tre secoli e mezzo. Agli inizi del ‘600 la "Terra di Trezza" era una zona disabitata nella quale alcuni mercanti della città di Aci Aquilia (che nel 1642 avrebbe preso il nome di Acireale) tenevano vasche di acqua stagnante (le "gurne") per farvi macerare lino e canapa e lavorarli come cordame. Divenne poi lo sbocco a mare del feudo dei principi Riggio che pensarono di creare in questa zona disabitata, di fronte all’isola ed ai faraglioni, un piccolo scalo marittimo al servizio commerciale di tutto il feudo. Alla fine del Settecento la dinastia dei Riggio si impoverì e in breve scomparve definitivamente dal panorama pubblico della zona. Intanto, la Sicilia, dopo essere appartenuta per breve tempo ai Savoia (dal 1713 al 1718), era tornata sotto il dominio spagnolo e poi, dal 1816, formò con il regno di Napoli il regno delle Due Sicilie. Nei primi decenni dell'Ottocento il governo borbonico attuò nella zona un riassetto amministrativo in seguito al  quale, nel 1828, Acitrezza (assieme a Ficarazzi) fu separata dal Comune di Aci S. Filippo e venne aggregata a quello di Acicastello. Con il progredire dell' Ottocento, via via che scomparivano i macerati per la lavorazione di lino e canapa, l'economia di Acitrezza andò orientandosi sempre più decisamente verso la pesca, ma con risultati economici molto limitati che a malapena permettevano la sopravvivenza dei pescatori e delle loro famiglie. A metà dell'Ottocento la popolazione  era di  circa 750 abitanti raggruppati in circa 250 famiglie. La popolazione restò pressoché invariata fino agli inizi del Novecento. Per la maggior parte del Novecento, l'attività dei pescatori, via via più agevolata dalla diffusione dei motori come propulsori di "pescherecci" sempre più grandi, fu la principale fonte di reddito del paese. Nell'ultimo ventennio, infine, l'industria turistica è andata ampliandosi affiancando agli alberghi numerosi esercizi di ristorazione e ritrovi di svago che costituiscono, specie in estate, un costante motivo di attrazione per quanti abitano o visitano la vicina città di Catania.

Struttura del porto

Il porto di Acitrezza è un molo con banchine destinate alla pesca, illuminate da lampioni pubblici.

Servizi

Scali di alaggio, pontili, magazzini per forniture ai motopescherecci, ghiacciaia per  la conservazione del pescato, gru fissa per il sollevamento delle imbarcazioni, officina meccanica, distributori di benzina e di gasolio, approvvigionamento idrico per mezzo di prese per acqua, approvvigionamento elettrico per mezzo di colonnine erogatrici. La commercializzazione del prodotto ittico viene effettuata direttamente sul molo o in struttura fissa.

Caratteristiche medie della flotta
N° Imbarcazioni 37
Stazza (t) 11,29
Anno costruzione 1977