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Pesca dell' aguglia 'cu nebbu'

La pesca con il cosiddetto "nebbu", in dialetto siciliano, è un singolarissimo metodo di pesca che consiste nell’usare una lenza priva di amo, lunga mediamente 15-20 m agganciata ad una canna di 5-7 m. All’estremità della lenza si lega un pezzettino di tendine di manzo, lungo 10 cm, chiamato appunto in vernacolo messinese "nebbu".
"U nebbu" deve essere prima essiccato al sole e poi lavorato delicatamente con un corpo rigido e liscio,aggiungendo acqua in modo da farlo diventare largo e morbido come un velo. Ultimato il lavoro,va colorato con inchiostro indelebile, oppure, con una sostanza chiamata “celestina” (zoru, in vernacolo). La lenza va calata trasversalmente alla corrente ed alla direzione del vento.
E’ un sistema usato soprattutto dai professionisti che, con due canne, riescono a prendere, in particolari condizioni, notevoli quantità di pescato costituito solo da aguglie grosse, poiché, avendo denti abbastanza sviluppati, si impigliano meglio nel tessuto fibroso che si attorciglia attorno al becco, senza possibilità di scampo. E’ necessaria però notevole maestria per staccare l’esca dalla bocca.