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Pesca al pesce mola

Tra maggio e settembre nello Stretto di Messina, moltipescatori si dedicano alla pesca delle “mole” (Mola mola), conosciute come “pesci luna” o “pesci tamburo”. Questi pesci in genere non raggiungono i mercati locali ma se ne fa un uso personale. Ciò a causa del sapore “selvatico” delle sue carni e delle difficoltà di pulizia e di taglio, dato che la parte commestibile va estratta con abilità dopo aver sezionato l’animale. La parte rimanente, considerata grassa, viene generalmente gettata via, mentre un tempo alcune parti si conservavano per essere conciate sotto sale.
Questi pesci vengono in genere catturati con la fiocina, la cosiddetta “friccina” a sette denti, mentre risalgono in superficie a fior d’acqua, quasi immobili, seguendo le correnti dello Stretto di Messina. Per la pesca delle mole si utilizzano piccole motobarche sulle quali viene installato un alberello alto 3-4 m, sulla cui sommità si arrampica l’avvistatore.