Pesca Sicilia - Ricettehttp://www.pescasicilia.net/index_.htmlLe News di Pesca Sicilia sul mondo della pescahttp://www.pescasicilia.net/upLoad/2/t_img/blank.jpgPesca siciliahttp://www.pescasicilia.net80<![CDATA[ Acciuga ]]>http://www.pescasicilia.net/index_81.html Ordine: CLUPEIFORMI
Famiglia: Engraulidae
Genere: Engraulis

Engraulis encrasicholus
(Linneo, 1758)

Chiamata anche Alice, ha il corpo affusolato, poco compresso ai lati con la superficie ventrale liscia. Possiede una pinna dorsale unica, situata nella parte mediana del corpo. L’occhio è relativamente grande e circolare. Il colore del dorso è azzurro-verdastro quando è ancora in vita ma dopo pescata assume una colorazione bluastra. Raggiunge la lunghezza massima di 20 cm. E’ un animale dalle abitudini gregarie e migratorie. Raggiunge profondità che si aggirano intorno ai 400 m. L’acciuga ha carni buone; le sue carni si consumano anche crude, sott’olio o sotto sale.
E’ comunissima lungo tutte le nostre coste. L’acciuga oltre che nell’alimentazione umana gioca un ruolo importante nella catena trofica perché occupando il secondo o il terzo gradino della rete alimentare, è preda di un gran numero di specie ittiche.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Sardone
  • Napoli: Alice, Alice ‘e sperone, Alice anure
  • Bari: Alaisc
  • Olbia: Acciuga, Aguzza
  • Cagliari: Anciovitta, Anciova
  • Palermo: Anciova
  • Catania: Mascolina, Ancidda, Anciova
  • Pescara:Alice
  • Chioggia: Sardon, Anchiò
  • Porto Empedocle: Ancivu, Anciova
  • Crotone:Alicia
  • Roma: Alice
  • Genova: Anciue, Paase
  • Savona: Ancioia
  • LaSpezia: Anciua, Ancina
  • Siracusa: Anciova, Masculinu ‘mperiali
  • Livorno: Acciuga
  • Taranto:  Alice
  • Manfredonia: Alice, Allievi
  • Trieste:Sardon
  • Messina: Ancioja, Anciojarina
  • Trapani: Corinedda
  • Molfetta: Alaisce
  • Venezia: Sardon, Bagigi 

Scheda nutrizionale

Valore Energetico Kcal /100g

96
Acqua (g)
76,5
Proteine (g)
15,3
Lipidi
3,5
Saturi
1,30
Polinsaturi(g)
0,85
Monoinsaturi (g)
0,40
Fosforo (mg/100g)
196
Calcio (mg/100g)
148
Ferro (mg/100g)
1,5
Potassio (mg/100g)
278
Vitamina A (mg/100g)
0,04
Colesterolo (mg/100g)
61

]]>
<![CDATA[ Aguglia ]]>http://www.pescasicilia.net/index_83.html Ordine: BELONIFORMI
Famiglia: Belonidae
Genere: Belone

Belone belone
(Linneo, 1758)

Ha il corpo piuttosto allungato, a sezione quasi cilindrica. Le mascelle, simili ad un becco, si presentano pure allungate e sono provviste di numerosi e piccoli denti abbastanza aguzzi. Il corpo è ricoperto di scaglie che desquamano facilmente. Il dorso si presenta di colore azzurro-verdastro; i fianchi sono argento-brillante mentre il ventre è quasi sempre biancastro. Può arrivare ad una lunghezza di 100 cm. Vive di solito al largo, tranne nel periodo riproduttivo, epoca in cui si avvicina alla costa. E’ una specie pelagica e gregaria. Le sue carni, a differenza di molte regioni settentrionali, in Sicilia sono particolarmente apprezzate per la loro bontà. L’aguglia presenta una colorazione verde-rame localizzata su tutto lo scheletro dovuta ad un pigmento biliare, la biliverdina, oppure secondo altri autori a fosfato ferroso.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Agora
  • Molfetta: Ache
  • Bari: Acor
  • Napoli: Aguglia
  • Brindisi: Acura
  • Olbia: Becculongu
  • Cagliari: Aguglia
  • Ortona: Aquile
  • Catania: Aguglia d’aliga
  • Pescara: Auje, Guje
  • Catanzaro: Agugghia
  • Reggio Calabria: Augghia, Ugghia
  • Chioggia: Bisigola
  • Rimini: Beccone
  • Fano: Aguzzello
  • Roma: Aguglia
  • Genova:Agun, Aguggia
  • Savona: Aguja, Beccassin
  • Livorno: Aguglia
  • Teramo: Nguscere
  • Manfredonia: Aguglia
  • Trieste: Angusigolo
  • Messina: Augghia, Augghia i funnu (esemplari grossi)
  • Venezia: Angosigola, Visigola

Scheda nutrizionale

ValoreEnergetico Kcal /100g

89
Proteine (g/100g)
16

Lipidi (g/100g)

2,1
Zinco (mg/100g)
1,5
Ferro (mg/100g)
1,9
Fosforo (mg/100g)
200

]]>
<![CDATA[ Aguglia Imperiale ]]>http://www.pescasicilia.net/index_84.html Ordine: PERCIFORMI
Famiglia: Istiophoridae
Genere: Tetrapturus

Tetrapturus belone
(Rafinesque, 1810)

Ha il corpo, affusolato nella parte anteriore e compresso ai lati, in quella posteriore. Le ossa premascellari e nasali sono saldate tra loro a guisa di rostro allungato, a sezione circolare, piuttosto appuntito. Il dorso è brunastro o grigio scuro mentre i fianchi ed il ventre sono biancastri. L’animale può raggiungere la lunghezza massima di 2 m. E’ una specie pelagica e migratoria. Ha carni squisite per cui sono molto ricercate, soprattutto nel messinese. E’ conosciuta nel Tirreno, nello Ionio e nel basso Adriatico. Molto comune anche nello Stretto di Messina dove viene pescata con le feluche utilizzate per la pesca del pesce spada. Questo animale spesso è accompagnato da due-tre Remore.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Catania: Augghia ‘mperiali
  • Crotone: Ugghia ‘mperiali, Agugghia ‘mperiali
  • Manfredonia: Aguglia imperiali
  • Messina: Augghia ‘mperiali
  • Napoli: Aguglia ’mperiali
  • Reggio Calabria: Augghia ‘mperiali
]]>
<![CDATA[ Alaccia ]]>http://www.pescasicilia.net/index_164.html Ordine: CLUPEIFORMI
Famiglia: Clupeidae
Genere:  Sardinella

Sardinella aurita
(Valenciennes, 1847)

Molto simile alla comune Sardina, si riconosce da quest’ultima per la presenza di una striscia longitudinale di un bel colore dorato interposta fra il colore azzurro verdastro del dorso e quello argentato dei fianchi e del ventre. L’alaccia ha abitudini gregarie e migratorie. Vive sia in superficie sia a profondità rilevanti. E’ una specie voracissima. Questo pesce, anche se ha carni piuttosto spinose, è abbastanza ricercato dalle massaie siciliane poiché, oltre ad avere un prezzo di mercato molto contenuto, se opportunamente diliscata si presta per la preparazione di gustose fritture o di saporitissimi involtini. E’ comunissimo lungo tutte le coste siciliane. Meno frequente nel medio Tirreno, Mar Ligure e Medio Adriatico. La specie è talmente abbondante e poco costosa che viene utilizzata come esca.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Bari: Chiepp
  • Nicotera (CZ): Sarda
  • Cagliari: Sardone
  • Palermo: Aleccia
  • Catania: Arata, Sarachella, Alaccia
  • Pescara: Sarda
  • Catanzaro: Sardone
  • Roma: Lacciola
  • Gallipoli: Sardone
  • Salerno:Alaccia
  • Genova: Sardina
  • Scilla: Laccia
  • Messina:Alaccia, Alaccinedda (giovane), Alacciotta
  • Terracina: Laccia
  • Napoli: Sardine, Arenga
  • Tropea: Alaccia

Scheda nutrizionale

Valore Energetico (Kcal /100g)

129
Acqua (g/100g)
60,7
Proteine (g/100g)
20,3
Carboidrati (g/100g)
1,5
Lipidi (g/100g)
15,4
Saturi (g/100g)
4,71
Monoinsaturi (g/100g)
2,89
Polinsaturi (g/100g)
6,29
Magnesio (mg/100g)
70
Sodio (mg/100g)
66
Calcio (mg/100g)
33
Ferro (mg/100g)
1,8
Fosforo (mg/100g)
215
Potassio (mg/100g)
630
Zinco (mg/100g)
3,90
Rame (mg/100g)
1,6
Selenio (µg/100g)
58,0
Vitamina A (µg/100g)
0,28
Colesterolo (mg/100g)
65
]]>
<![CDATA[ Alalunga ]]>http://www.pescasicilia.net/index_86.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Thunnidae
Genere:Thunnus

Thunnus alalunga
(Bonnaterre, 1788)

Ha il corpo fusiforme, slanciato negli individui giovani e piuttosto panciuto in quelli adulti. Questo pesce si riconosce facilmente poiché la sua pinna pettorale è abbastanza allungata tanto che oltrepassa la seconda pinna dorsale la quale è pressoché identica a quella anale. Il colore del dorso è azzurro-nerastro mentre i fianchi ed il ventre hanno tonalità biancastre. L’animale può raggiungere il metro di lunghezza e toccare anche i 25 kg di peso. E’ un pesce pelagico e gregario. Ha carni bianche e saporite ma non ugualmente apprezzate in tutte le regioni. Molto comune in tutte le coste Italiane, un po’ più raro in Adriatico.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Cagliari: Alalongu, Liccia
  • Gallipoli: Alilonga
  • Genova: Aa-lunga
  • Messina: Lalonga
  • Napoli: Alalonga
  • Roma: Alalunga
  • Sicilia: Alalonga
  • Taranto: Alalonga
]]>
<![CDATA[ Boga ]]>http://www.pescasicilia.net/index_87.html Ordine: PERCIFORMI
Famiglia: Sparidae
Genere:  Boops

Boops boops
(Linneo, 1758)

E’ un pesce molto diffuso in tutti i nostri mari; ha il corpo fusiforme, bocca piccola e leggermente obliqua. Il colore del dorso è giallo-verdastro con riflessi metallici. Lungo il corpo, quando l’animale è ancora in vita, spesso sono presenti tre-quattro strisce longitudinali dorate. Il ventre ed i fianchi hanno un colore argentato. L’animale, anche se può raggiungere una dimensione fino a 40 cm, solitamente misura 15-20 cm. Vive quasi sempre in banchi. Può arrivare fino a 200 m di profondità. Ha carni discrete ma poco apprezzate soprattutto nell’Italia settentrionale. E’ diffusissima in tutti i nostri mari. La boga ha questo nome poiché etimologicamente significa “occhio di bue”.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Bari: Vop
  • Palermo: Uopa
  • Brindisi: Vopa
  • Pescara: Bobba
  • Cagliari: Boga
  • Reggio Calabria: Opa, Uopa
  • Catania: Balajola, Uopa, Vuopa
  • Rimini: Boba, Boga
  • Crotone: Vopa
  • Roma: Vopa
  • Gallipoli: Opa, Opareddu, Opa de mazza
  • Savona: Boga
  • Genova: Buga, Bacello
  • Siracusa: Vuopa
  • La Spezia: Buga, Bughe, Pignetti
  • Taranto: Vopa,Vuopa de portu
  • Livorno: Boga
  • Messina: Opa, Papaia (giovane), Oparedda
  • Trieste: Bobba, Boma
  • Napoli: Vopa
  • Venezia: Boba
  • Olbia: Boga, Buga

Scheda nutrizionale

Valore Energetico (Kcal /100g)

87
Acqua (g/100g)
79,3
Proteine (g/100g)
18,3
Lipidi (g/100g)
1,2
Carboidrati (g/100g)
0,8
Potassio (mg/100g)
348
Calcio(mg/100g)
65
Ferro (mg/100g)
4,1
Colesterolo (mg/100g)
25

]]>
<![CDATA[ Calamaro ]]>http://www.pescasicilia.net/index_191.htmlOrdine: TEUTHIDA
Famiglia: Loliginidae
Genere: Loligo

Loligo vulgaris
(Lamarck, 1798)

Ha il corpo allungato, cilindrico, relativamente snello, provvisto di due pinne di forma pressocché romboidale, ad angoli smussati, le quali partendo dall’estremità posteriore arrivano fino alla metà del corpo e a volte anche lo oltrepassano. Le braccia tentacolari sono clavate all’estremità e sono provviste di 4 o più serie di ventose ineguali tra loro. La loro lunghezza è circa tre volte quella dei tentacoli minori , in numero di 8 provvisti di due serie ventosepeduncolate. Il capo dell’animale è bianco rosaceo con punteggiature brunastre o rosse. La sua lunghezza può arrivare fino a un metro e toccare anche i 10 kg di peso.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Abruzzo: Calamare
  • Calabria: Calamaru
  • Campania: Calamaro verace, Calamalo, Calamarielli
  • Lazio: Calamaio, Calamaro
  • Liguria: Caamà, Caamàri, Totano gentile
  • Puglia: Calamaricchie, Calamare
  • Toscana: Calamaro, Totano, Totanino
  • Sardegna: Calamari, Calamareddus, Toutinu
  • Sicilia: Calamaru, Cadamaru
  • Veneto: Calamar, Calamareto

Scheda nutrizionale

Valore Energetico Kcal /100g

68

Acqua (g/100)

80,0
Proteine (g/100g)
12,6
Lipidi (g/100g)
1,74
Saturi (g/100g)
0,3
Polinsaturi (g/100g)
0,5
Monoinsaturi (g/100g)
0,2
Colesterolo (mg/100g)
222
Carboidrati (g/100g)
0,64
Potassio (mg/100g)
93
Calcio (mg/100g)
144
Ferro (mg/100g)
17,4
Fosforo (mg/100g)
189
Rame (mg/100g)
1,2
Vitamina A (µg/100g)
0,09
Vitamina B1 (µg/100g)
0,15

]]>
<![CDATA[ Cappa Incrocicchiata ]]>http://www.pescasicilia.net/index_256.htmlOrdine: CHAMIDA
Famiglia: Veneridae
Genere:Tapes

Tapes decussatus
(Linneo, 1758)

Ha una conchiglia ovale, interamente percorsa da raggi che partendo dall’apice arrivano fino al margine esterno e si incrociano con numerose altre striature concentriche. Il colore, piuttosto variabile, può essere giallastro, verdastro, con punteggiature brunastre, nerastre e linee unite o spezzatecon tinte più marcate rispetto alla colorazione di fondo della conchiglia. L’animale ha carni ottime e particolarmente ricercate in tutti i mercati italiani. Possono essere consumate sia crude sia cotte oppure anche conservate.

Vocabolario dei nomi dialettaliitaliani

  • Abruzzo: Concola
  • Liguria: Arsella, Arsella nera
  • Campania: Vongola, Vongola verace, Vongola ‘e fango
  • Marche: Concola
  • Puglia: Camadia, Concola
  • Sicilia:Cocciuta, Cocciuta masculina
  • Toscana: Arsella nera
  • Veneto: Capa tonda de mar, Caparozzolo dal scorzo grosso
]]>
<![CDATA[ Cefalo ]]>http://www.pescasicilia.net/index_88.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Mugilidae
Genere: Mugil

Mugil cephalus
(Linneo, 1758)

Ha il corpo massiccio, oblungo, cilindrico al centro ed appiattito ai lati verso il peduncolo caudale. Il capo è allargato ed ottuso; le labbra sono poco carnose. In questa specie l’occhio è ricoperto da una membrana gelatinosa, trasparente che si estende davanti e dietro di esso, lasciando una piccola fessura verticale in corrispondenza della pupilla. Il colore del dorso è grigio-cinereo scuro mentre i fianchi ed il ventre sono bianco-argentati. Gli esemplari adulti possono raggiungere lunghezze considerevoli, fino a 120 cm e 9 kg di peso. Le uova di questa specie, opportunamente compresse, seccate e salate, prendono il nome di Bottarga. E’ una specie gregaria. Vive in prossimità delle coste. Le carni di questo cefalo, unitamente a quelle delle altre cinque specie, sono ottime e molto apprezzate nelleregioni centro-settentrionali ma stranamente poco ricercate nell’Italia meridionale. La bontà delle carni dipende naturalmente dall’habitat in cui vive l’animale.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Mugella
  • Bari: Ciefl
  • Brindisi: Cefalu
  • Cagliari: Lissa, Muggini
  • Catania: Mulettu
  • Civitavecchia: Cefalo
  • Chioggia: Cievolo, Meciatino (giovane), Mesciarino
  • Gaeta: Cefalo, Capazzone, Cefalo mazzone, Capozzo
  • Gallipoli: Gefalu, ‘Ngefalu
  • Genova: Muzao Massun
  • La Spezia: Musai
  • Livorno: Mazzone, Muggine,Firzetta
  • Manfredonia: Cefalo
  • Messina: Tistuni, Cefulu cirinu
  • Molfetta: Teppe
  • Napoli: Cefalo verace, Capuozzo
  • Olbia: Muzzulu, Glisà, Muzzeru
  • Oristano:Pisciammano
  • Otranto: Capuozzo
  • Porto Empedocle: Mulettu,Cefalu
  • Reggio Calabria: Cefalu
  • Rimini: Cefalo, Baldigare, Zievalo
  • Roma: Cefolo, Matterello
  • Salerno: Cefalo
  • Savona: Mussao neigro
  • Siracusa: Muletta
  • Taranto: Capocefalo, Capozzo
  • Trapani: Mulettu
  • Trieste: Volpina
  • Venezia: Cievolo, Sievolo, Siegolo
  • Viareggio: Testone, Volpino, Muggine

Scheda nutrizionale

ValoreEnergetico (Kcal /100g)

127
Acqua (g/100g)
73,4
Proteine (g/100g)
15,8
Lipidi (g/100g)
6,78
Saturi (g/100g)
1,78
Polinsaturi (g/100g)
2,06
Monoinsaturi (g/100g)
1,57
Colesterolo (mg/100g)
67
Carboidrati (g/100g)
0,71
Potassio (mg/100g)
202
Calcio (mg/100g)
36
Ferro (mg/100g)
1,8
Fosforo (mg/100g)
220
Rame (mg/100g)
1,2
Sodio (mg/100g)
81
VitaminaE (µg/100g)
1
Vitamina D (µg/100g)
0,8

]]>
<![CDATA[ Cernia ]]>http://www.pescasicilia.net/index_89.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Serranidae
Genere: Epinephelus

Epinephelus guaza
(Linneo, 1758)

E’ un pesce dal corpo massiccio e leggermente ovoidale. La testa è grande; la bocca èampia con la mandibola sporgente. Le mascelle sono armate di denti caniniformi, inclinati verso l’interno. Il colore di fondo è marrone fino ai fianchi mentre il ventre assume tonalità giallognole. Su tutto il corpo possono essere presenti screziature bianche e giallastre assai evidenti soprattutto negli esemplari giovani. L’animale può arrivare fino a 70 kg di peso. Vive a profondità fra gli 8 e i 100 m. Questa cernia, unitamente alle altre cinque specie conosciute, ha carni eccellenti per cui è particolarmente ricercata. E’ la specie più conosciuta in tutti i mari italiani, ma data la caccia spietata a cui è stata sottoposta è diventata pressochè rara.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Cernia
  • Bari: Cernia
  • Cagliari: Scirenga
  • Gallipoli: Gallina di mare
  • Genova: Meu, Lucerna de scheggio
  • La Spezia: Lucerna
  • Messina: Cennia, Cirenea
  • Napoli: Cernia ‘e scoglio
  • Otranto: Cerna
  • Roma: Cernia
  • Savona: Cernia
  • Trieste: Cerna
  • Venezia: Tenca de Mar
  • Viareggio: Cernia di scoglio

Scheda nutrizionale

Valore Energetico (Kcal /100g)

80
Acqua (g/100g)
78
Proteine (g/100g)
Lipidi (g/100g)
2
Saturi (g/100g)
0,16
Polinsaturi (g/100g)
0,22
Monoinsaturi (g/100g)
0,14
Colesterolo (mg/100g)
37
Calcio (mg/100g)
45
Potassio (mg/100g)
128
Ferro (mg/100g)
0,3
VitaminaB1(µg/100g)
0,2
]]>
<![CDATA[ Cicerello ]]>http://www.pescasicilia.net/index_90.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Ammodytidae
Genere: Gymnammodytes

Gymnammodytes cicerellus
(Rafinesque, 1810)

Ha il corpo sottile, allungato e poco compresso ai lati. La bocca è grande a taglio orizzontale con la mascella protrattile. La superficie dell’animale è liscia fatta eccezione dell’estremità posteriore. La colorazione del dorso può essere azzurro-verdastra, nocciola chiaro, oppure brunastro. I fianchi sono argentati mentre ilventre è sempre biancastro. Questa specie ha dimensioni modeste, fino a 17-18 cm di lunghezza. Ha abitudini gregarie. Sta infossata nella sabbia se il mare è mosso. All’alba, se il mare è calmo, si dissotterra e si riunisce in grossi banchi. Si trova non oltre i 10 m di profondità. Ha carni particolarmente apprezzate nell’Italia meridionale ove viene commercializzata anche durante la fasi giovanili con il nome di “Russulidda” per la sua caratteristica colorazione rossastra.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Cagliari: Cixireddu
  • Crotone: Cicirellu
  • Genova: Ratto, Rattin
  • Messina: Ciciredda (adulto), Russulidda(giovane), Nannata diciciredda (larve)
  • Napoli: Brigante (adulto), Aluzzetiello (giovane)
  • Nicotera: Ciciredda
  • Palermo: Ciciredda
  • Reggio Calabria: Ciciredda, Cicirella, Cirrimbirru
  • Scilla: Ciciredda
  • Terracina: Aluzza
  • Troppa: Cicinnea, Russalina
  • Viareggio: Cicirella
  • Vibo Valentia: Spatula

 

]]>
<![CDATA[ Corvina ]]>http://www.pescasicilia.net/index_91.html Ordine:  PERCIFORMI
Famiglia: Sciaenidae
Genere:  Sciaena

Sciaena umbra
(Linneo, 1758)

Ha il corpo un po’ tozzo, compresso ai lati. Il profilo del dorso è più arcuato di quello ventrale. L’animale in vita ha una colorazione grigio-nerastra con riflessi metallici dorati mentre con la morte assume tinte tendenti al grigio-piombo, prive di riflessi. Può raggiungere una lunghezza di 70 cm. Vive a piccoli gruppi ed a modeste profondità, fra scogli e relitti. Ha carni pregiate. E’ diffusa lungo tutte le coste italiane. Gli antichi autori classici oltre a decantare la squisitezza delle sue carni, ritenevano che i suoi otoliti, piuttosto grossi, potessero tenere lontano i mali e per tali motivi li portavano addosso, montati come preziosi monili. Non c’è da stupirsi che, ancora oggi in Turchia, estraggono dalla testa dell’animale gli otoliti, che vengono usati come rimedio per la cura dei disturbi urinari.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Camogli: Oca
  • Catania: Aloca,Acula
  • Chioggia: Corbo
  • Gaeta: Pescecuorvo, Lavica, Corbello
  • Genova: Crou, Pescio corvo, Ombrina de scheggio
  • Livorno: Locca
  • Manfredonia: Ombrina nera, Corvo
  • Messina: Cubeddu
  • Molfetta: Ombre, Gatte
  • Napoli: Cuorvo, Paparella
  • Olbia: Corbaglio
  • Palermo: Acula, Aculotta
  • Pescara: Corvo bastardo
  • Porto Empedocle: Ombre
  • Reggio Calabria: Cuorvu, Corveddu
  • Roma: Cuorvo, Corvina, Corvo di frontiera
  • Taranto: Curviellu
  • Terracina: Paparozza
  • Trieste: Ombrela
  • Varano (AN): Cuorvo
  • Venezia: Ombrela

Scheda nutrizionale

Valore Energetico Kcal /100g

88
Acqua (g/100g)
78,0
Proteine (g/100g)
20,0
Lipidi (g/100g)
0,8
Colesterolo (mg/100g)
55
Carboidrati (g/100g)
0,2
Calcio (mg/100g)
74
Potassio (mg/100g)
527
Ferro (mg/100g)
14,4
]]>
<![CDATA[ Costardella ]]>http://www.pescasicilia.net/index_92.htmlOrdine:   BELONIFORMI
Famiglia: Scomberesocidae
Genere: Scomberesox

Scomberesox saurus
(Walbaum, 1792)

Rispetto all’affine Aguglia, questa specie ha il corpo meno allungato, a sezione quasi circolare; la bocca presenta due mascelle allungate ed appuntite ma piuttosto sottili e delicate. L’animale è ricoperto di piccole scaglie, molto sottili e caduche. Il colore del dorso è blu-violaceo o azzurro-grigiastro mentre i fianchi ed il ventre sono argento brillante. Può arrivare fino a 40 cm di lunghezza totale. Specie pelagica che si riunisce in banchi. Ha carni apprezzate nelle regioni meridionali ma particolarmente ricercate nel messinese. La costardella è conosciuta lungo tutte le coste italiane, fatta eccezione per l’alto Adriatico. E’ molto abbondante nello Stretto di Messina.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Agora forestiera
  • Bari: Fals acr
  • Cagliari: Castaudiellu, Caustaregliu
  • Catania: Custardedda
  • Catanzaro: Cristadella
  • Gallipoli: Luzzu
  • Genova: Castodellu, Gaggiardella
  • Giulianova: Hagure
  • Messina: Custaddedda, Faciulina (giovane)
  • Molfetta: Castaurielle
  • Olbia: Gastaurella
  • Otranto: Cristaredda
  • Reggio Calabria: Custardella, Chistardedda
  • Savona: Gastaudela
  • Trapani: Gastardedda
  • Viareggio: Scartusei

 

]]>
<![CDATA[ Dentice ]]>http://www.pescasicilia.net/index_93.html Ordine: PERCIFORMI
Famiglia: Sparidae
Genere: Dentex

Dentex dentex
(Linneo, 1758)

Ha il corpo ovale, oblungo, schiacciato ai fianchi. Gli esemplari adulti hanno una protuberanza frontale che modifica il profilo del muso. Il colore del corpo tende al bianco-argentato ma presenta notevoli variazioni cromatiche dipendenti dall'ambiente e dall’età. Sul corpo sono spesso presenti, quando l’animale è in vita, numerose punteggiature e macchioline azzurrastre o violacee. Gli adulti possono presentare una livrea rosso-carota con marcati riflessi argentati. Vive a profondità variabili dai 15 ai 200 metri. Vive in coppia o isolato. E’ un vorace predatore. Questo animale, dalle carni eccellenti, può superare il metro di lunghezza e raggiungere i 12 kg di peso. E’ una specie molto diffusa lungo tutte le coste italiane.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Dentice
  • Bari: Dentat
  • Brindisi: Tentatu
  • Cagliari: Dentixi, Dentulotto (giovani)
  • Catania: Dentici
  • Chioggia: Dental
  • Civitavecchia: Dentice
  • Gaeta: Dentice, Dentato, Denticuotto
  • Gallipoli: Tentatu
  • Genova: Dentexo
  • Imperia: Dentice
  • La Spezia:Dentesu
  • Livorno: Dentice
  • Messina: Dentici, Dintatu
  • Molfetta: Dentate
  • Monfalcone: Dental
  • Napoli: Dentice
  • Olbia: Dentighe, Dentul, Dentice
  • Palermo:Dentice
  • Porto Empedocle: Dentale
  • Reggio Calabria: Dentatu
  • Savona: Dentice
  • Siracusa: Dentice
  • Trapani: Dentice
  • Venezia: Dental
  • Viareggio: Dentici

Scheda nutrizionale

Valore Energetico Kcal /100g

101
Acqua (g/100g)
76,1
Proteine (g/100g)
16,7
Lipidi (g/100g)
3,5
Saturi (g/100g)
0,45
Polinsaturi (g/100g)
1,98
Monoinsaturi (g/100g)
0,68
Colesterolo (mg/100g)
37
Carboidrati (g/100g)
0,7
Fosforo (mg/100g)
188
Calcio (mg/100g)
38
Ferro (mg/100g)
1,2
Vitamina A (µg/100g)
0,48
Vitamina B1(µg/100g)
0,08

 

]]>
<![CDATA[ Dentice Corazziere ]]>http://www.pescasicilia.net/index_94.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Sparidae
Genere: Dentex

Dentex gibbosus
(Rafinesque, 1810)

Ha il corpo ovale nei giovani e alto negli adulti.I maschi adulti di questa specie portano sulla nuca una vistosa protuberanza simile ad una gobba (riscontrabile anche nelle Corifene adulte) che giustifica l’aggettivo specifico ”gibbosus”. Il colore del dorso è rossiccio, con macchioline brunastre sparse disordinatamente; i fianchi sono argentati mentre il ventre è biancastro. Questo sparide, che vive tra i 50 ed i 200 metri, ha carni eccellenti e può raggiungere la lunghezza di 100 cm e toccare i 22 kg di peso. Frequente nei mari della Sicilia orientale e in altre poche aree circoscritte.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Catania: Pàuru cu la cricchia
  • Catanzaro Marina: Pàuru ‘ncurunatu, Paurottu
  • Gallipoli: Pàuru
  • Messina: Pàuru, Pàuru cu immu, Pàuru ‘ncurunatu
  • Palermo: Pàuru ‘ncurunatu
  • Puglia: Pàuru
  • Reggio Calabria: Pàuru dintatu
  • Venezia: Dental de la corona
]]>
<![CDATA[ Donzella ]]>http://www.pescasicilia.net/index_95.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Labridae
Genere: Coris

Coris julis
(Linneo, 1758)

Ha il corpo allungato e compresso ai lati. Questo pesce, dai colori sgargianti, si manifesta sotto due differenti livree anche se esistono forme intermedie con toni meno vivaci. La livrea primaria, tipica del 75% degli esemplari femminili, si presenta con un colore marrone rossiccio sul dorso e con sfumature bianche-azzurre sul ventre. La livrea secondaria, tipica del 97% della fase maschile ha colori molto appariscenti. Il dorso è bruno, verde o bluastro. I fianchi sono percorsi da una fascia a margini sinuosi di colore rosso vivo o arancio. Spesso, dietro le pettorali, è presente una macchia nerastra, blu o marrone scuro. Il ventre è bianco o giallastro. Questo pesce può raggiungere la lunghezza massima di 25 cm. Vive a profondità non oltre i 100 metri. Gli individui giovani sono gregari, gli adulti vivono più solitari. Ha carni ottime per la zuppa di pesce. E’ molto comune lungo tutte le coste italiane.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Donzella
  • Brindisi: Cazzu di re
  • Cagliari: Pisci urrej
  • Catania: ‘Nzaraddu, Julo, Viriola fimminedda, Virijula
  • Civitavecchiua: Miccio del re
  • Genova: Zinguela, Panighea
  • Livorno: Nicchio di re, Cazzodi re
  • Messina: Pizzirè, Viriola masculina, Viriola fimminedda
  • Napoli: Cazzillo ‘e rrè Pinto ‘e rrè
  • Palermo: Viriola, Viola, Viuledda
  • Pescara: Donzella, Signorine, Signurinelle
  • Taranto: Cazzu de reja
  • Trapani: Viola, Cazz’errej
  • Trieste: Girella
  • Venezia: Donzella
]]>
<![CDATA[ Donzella Pavonina ]]>http://www.pescasicilia.net/index_96.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Labridae
Genere: Thalassoma

Thalassoma pavo
(Linneo, 1758)

Ha il corpo fusiforme, compresso lateralmente. La testa è massiccia ma la bocca è piuttosto piccola. Le ventrali sono piccole mentre le pettorali sono piuttosto grandi. Il colore del corpo è così vario tale da sembrare la tavolozza di un pittore tanto che sin dal1860 sono state individuate tre varietà: Thalassoma pavo lineolata, T. pavo unimaculata e T. pavo torquata. Vive al massimo fino ai 20 metri di profondità. L’animale, dalle cui carni si ottengono ottime zuppe di pesce, può raggiungere la lunghezza di 20 cm. E’ abbastanza comune nel basso Tirreno e nello Ionio.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Cagliari: Pisci urrei
  • Catania: Pizza di re
  • Civitavecchia: Maurizio
  • Crotone: Viola
  • Gallipoli: Sciudeu
  • Messina: Zzita, Zinghira
  • Napoli:Pesce pettine
  • Reggio Calabria: Vecchia
  • Roma: Pappagallo
]]>
<![CDATA[ Gambero bianco ]]>http://www.pescasicilia.net/index_194.html Ordine: DECAPODA
Famiglia: Penaeidi
Genere: Parapenaeus

Parapenaeus longirostris
(Lucas, 1846)

E’ un gambero di grosse dimensioni difatti le femmine possono a volte oltrepassare anche i  20 cm di lunghezza. I maschi solitamente hanno dimensioni minori tanto che solo eccezionalmente superano i 10 cm. Le femmine sono provviste di un lungo e appuntito rostro, armato superiormente da tre denti. Il maschio, invece,ha il rostro breve, corto e tozzo, con tre denti sulla cresta.  Questo gambero ha un colore roseo giallastro o rosaceo. Ha carni squisite per cui è particolarmente apprezzato in tutta la cucina italiana.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Sicilia: A’mmuru jancu
  • Liguria: Gàmbao, Gambao rossu-ciaeo
]]>
<![CDATA[ Gambero rosso ]]>http://www.pescasicilia.net/index_195.htmlOrdine : DECAPODI
Famiglia : Aristeidi
Genere : Aristeomorpha

Aristeomorpha foliacea
(Risso, 1827)

Questa specie, rispetto all’affine Aristeus antennatus, ha dimensioni maggiori difatti la femmina può arrivare fino a 22-25 cm mentre i maschi non oltrepassano i 17-18 cm. Entrambi sono provvisti di un lungo rostro, appuntito ed esile, sulla cui cresta nelle femmine sono presenti cinque-otto denti mentre nei maschi, a rostro lievemente più corto sono presenti cinque-sei denti sulla cresta mediana. Il colore di questa specie è rosso sangue. Le sue carni sono molto più pregiate rispetto a quelle del gambero bianco.

Vocabolario deinomi dialettali italiani

  • Sicilia: Ammuru cani, U patri di l’ammuru, Ammuru turcu

Scheda nutrizionale

Proteine (g/100g)
18,9
Lipidi (g/100g)
0,2
Carboidrati (g/100g)
1,7
Calcio (mg/100g)
39
Ferro (mg/100g)
1,7
Fosforo (mg/100g)
258
Magnesio (mg/100g)
35,3
Potassio (mg/100g)
328
Rame (mg/100g)
0,59
Sodio (mg/100g)
282
Zinco (mg/100g)
1,11
Vitamina E (µg/100g)
0,01
]]>
<![CDATA[ Lampuga ]]>http://www.pescasicilia.net/index_97.html

Ordine: PERCIFORMI
Famiglia: Coryphaenidae
Genere: Coryphaena

Coryphaena hippurus
(Linneo, 1758)

Ha il corpo allungato, fusiforme, piuttosto compresso lateralmente. La pinna dorsale è unica e molto allungata. Il colore del dorso è azzurro-verdastro o grigio-argenteo con riflessi dorati; i fianchi sono argentati o dorati con macchioline brunastre. La pinna dorsale è di colore turchese con riflessi verdastri. Dopo la morte queste brillanti tonalità si attenuano sensibilmente. In questa specie il profilo del capo, con l’età, subisce notevoli variazioni fino a presentare sulla nuca una specie di gobba tipica  dei maschi adulti. La lampuga può raggiungere anche i 2 metri di lunghezza. E’ un pesce d’alto mare, i giovani vivono vicino alla costa e si soffermano molto spesso all’ombra di oggetti gallengianti. E’ un animale veloce e vorace. La lampuga ha carni buone ma non ugualmente apprezzate in tutte le regioni, è molto comune nelle acque siciliane.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Catania: Pisci capuni
  • Gallipoli: Capone
  • Genova: Pappagallo
  • Messina: Capuni (giovani), Pauni (Adulto), Paunissa (adulto)
  • Monfalcone: Cataluzzo, Liba, Papagal
  • Napoli: Lampuga
  • Pescara: Pesce Pappagallo
  • Porto Empedocle: Capuni
  • Sardegna: Lambuga, Cavaglia
  • Siracusa: Lampuca
  • Taranto: Capone, Lampuga
  • Trapani: Capuni
  • Trieste: Catalusso, Cataluzo, Lampuga
  • Vasto: Lecciutte
]]>
<![CDATA[ Lanzardo ]]>http://www.pescasicilia.net/index_168.html

Ordine: PERCIFORMI
Famiglia: Scombridae
Genere: Scomber

Scomber japonicus colias
(Gmelin, 1788)

Ha il corpo slanciato, fusiforme, poco compresso ai lati e molto sottile nel peduncolo caudale. Il dorso è di colore bluastro con sfumature giallastre e numerose strisce vermicolari nere sparse qua e là lungo i fianchi i quali, come il ventre, assumono una colorazione argentata. Misura fino a 50 cm di lunghezza totale. E’ specie pelagica. Vive in profondità ed in superficie. Ha carni un po’ meno apprezzate dello sgombro ma ugualmente gustose. E’ diffuso lungo tutte le nostre coste.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Lanciardo
  • Brindisi: Culeu
  • Cagliari: Scumbru, Pisci scummu
  • Catania: Strummu ucchiutu, Occhi grossi
  • Chioggia: Lanzardo, Ganzariol
  • Genova: Cavalla
  • Livorno: Occhione, Pesce havallo
  • Manfredonia: Laciertu
  • Messina: Varatulu
  • Molfetta: Lenzarde
  • Napoli: Lacierto, Scurtone
  • Olbia: Uccioni, Occhioni
  • Palermo: Uocchi grossi
  • Porto Empedocle: Scurmu occhiutu
  • Reggio Calabria: Polauritto
  • Roma: Lanzardo, Maccarello, Lucardo
  • Savona: Cagnassa, Cavalla
  • Taranto: Culeo
  • Trapani: Occhi grossi
  • Trieste: Lanzardo, Sgombro
  • Venezia: Lanzardo
  • Viareggio: Occhione, Cavallo

Scheda nutrizionale

Valore Energetico Kcal /100g

170
Acqua (g/100g)
69,8
Proteine (g/100g)
17,0
Carboidrati (g/100g)
0,6
Lipidi (g/100g)
11,1
Saturi (g/100g)
2,61
Polinsaturi (g/100g)
2,46
Monoinsaturi (g/100g)
4,13
Potassio (mg/100g)
360
Sodio (mg/100g)
130
Fosforo (mg/100g)
264
Calcio (mg/100g)
38
Ferro (mg/100g)
1,2
Colesterolo (mg/100g)
95
]]>
<![CDATA[ Latterino ]]>http://www.pescasicilia.net/index_99.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Atherinidae
Genere: Atherina

Atherina boyeri
(Risso, 1810)

Ha il corpo affusolato, compresso soprattutto nella metà posteriore. Il colore del dorso è grigio-verdastro, punteggiato di nero. Il ventre è bianco argentato; sui fianchi è molto evidente una fascia di colore argento brillante, più o meno estesa. Vive in banchi numerosi in prossimità delle coste. Le sue carni, molto apprezzate nel messinese, sono particolarmente indicate per preparare ottime fritture. L’animale può arrivare ad una lunghezza di 11 cm. E’ molto diffuso lungo tutte le nostre coste.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Lattarino, Anguela, Agone
  • Bari: Chernelett
  • Brindisi: Minoscia, Grugnale
  • Cagliari: Muscioli, Lattarina, Muscioli bocca abentu
  • Catania: Curunedda
  • Genova: Capassun, Cheunau
  • Manfredonia: Grugnalett
  • Messina: Curanedda, Lattarina
  • Napoli: Lavone alicino, Lavone sardaro, Lavone capochiatto
  • Olbia: Sicretu, Muscioni connaru
  • Palermo: Attarina, Curunedda mazzaruta
  • Pescara: Augurette, Lattarone ‘nguarelle, Cchialone
  • Ravenna: Laterein
  • Reggio Calabria: Curunedda, Tistazza
  • Rimini: Acquadella
  • Roma: Lattarino
  • Siracusa: Muccu
  • Taranto: Curnale, Curnale capechiatte
  • Trieste: Anguela, Geral
  • Vasto: Argentine, Aunelle, Cicinejie, Cicinelle
  • Venezia:Anguela, Acquadela
]]>
<![CDATA[ Leccia ]]>http://www.pescasicilia.net/index_101.html

Ordine: PERCIFORMI
Famiglia: Carangidae
Genere: Lichia

Lichia amia
(Linneo, 1758)

Ha il corpo di forma ovale, allungato e molto compresso ai lati. La bocca è profondamente incisa. Il corpo è ricoperto di minute scaglie dislocate soprattutto sul dorso e lungo i fianchi. La linea laterale, costituita da oltre 100 squamette, ha un andamento tortuoso e ciò facilita il suo riconoscimento rispetto ad altre specie di lecce. La coda è profondamente incisa, forcuta e a lobi appuntiti. Il colore dell’animale nel complesso è verde-argentatosul dorso e bianco-argenteo sui fianchi e sul ventre. Questa specie può arrivare a 2 metri di lunghezza e toccare i 20 kg di peso. E’ specie pelagica e gregaria, è un buon predatore ed ha carni pregiate. E’ comune lungo tutte lecoste italiane.

Vocabolario deinomi dialettali italiani

  • Ancona: Lizza, Alice mezzana
  • Bari: Lupina, Arciola
  • Cagliari: Sirviola
  • Catania: Scifaiola
  • Chioggia: Lizza bastarda
  • Genova: Serena
  • Imperia: Leccia
  • Messina: Cagnola, Gibbiola, Cerviola, Stillotta
  • Napoli: Pesce stella
  • Palermo: Cirviola, Cerviola
  • Pescara: Leccie
  • Reggio Calabria: Aliciastra, Gaiola
  • Roma: Ombrina leccia
  • Taranto:Arciola
  • Terracina: Leccia
  • Trieste: Lizza
  • Venezia: Lissa
  • Viareggio: Leccia, Aguzzo
]]>
<![CDATA[ Leccia Stella ]]>http://www.pescasicilia.net/index_102.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Carangidae
Genere: Trachinotus

Trachinotus ovatus
(Linneo, 1758)

Ha il corpo ovale, allungato e compresso ai lati. La bocca è piuttosto piccola, come pure gli occhi. Il colore dell’animale è grigio-azzurrastro sul dorso, argenteo sui fianchi e biancastro sul ventre. Lungo la linea laterale sono presenti 3-5 macchie nerastre regolarmente distanziate tra loro. Questa specie può raggiungere, anche se eccezionalmente, i 45 cm di lunghezza. E’ una specie gregaria pelagica. Si spinge anche molto vicino alla costa. Ha carni buone. E’ comune lungo tuttele coste. Fino a pochi anni fa veniva chiamato Trachinotus gluaucus poiché trakùs significa scabro, aspro, per la presenza di corte spine dorsali e glaucus vuol dire azzurro, che è il colore del dorso.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Cagliari: Sirviola
  • Catania: Sfoderu
  • Chioggia: Lissa
  • Genova: Leccia bastarda
  • Manfredonia: Leccia
  • Messina: Sfodiru, Spodiru, Ciòtina
  • Napoli: Ricciola, Pesce stella
  • Palermo: Cionara
  • Pescara: Leccia
  • Reggio Calabria: Cavigghiola ‘mperiali
  • Roma: Leccia
  • Scilla: Spodiru
  • Taranto: Mofa, Arciola
  • Trapani: Cirviolaimperiali
  • Tropea: Furela
  • Vasto: Laccettualle
  • Venezia: Lissa
]]>
<![CDATA[ Luccio Marino ]]>http://www.pescasicilia.net/index_103.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Sphyraenidae
Genere: Sphyraena

Sphyraena sphyraena
(Linneo, 1758)

Ha il corpo allungato, a sezione pressocché cilindrica ad eccezione dell’estremità posteriore che si presenta più compressa ai lati. La bocca è ampia, munita di numerosi denti ricurvi verso l’interno, appuntiti e taglienti come un bisturi. Il colore del dorso è marrone scuro, bruno olivaceo o nero-verdastro a seconda dell’età e del sesso; i fianchi ed il ventre sono argentati mentre le pinne appaiono grigiastre. Anche se la taglia media si aggira sui 40-60 cm può raggiungere anche il metro di lunghezza. Vive in vicinanza della costa. Ha abitudini gregarie, è molto vorace ed abile predatore. Ha carni bianche ma non apprezzate in tutte le regioni italiane. La specie viene comunemente chiamata “barracuda”. E’ presente lungo tutte le coste italiane.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Gallipoli: Scarmu
  • Genova: Lussao de mar
  • Livorno: Luzzo
  • Molfetta: Mrelluzze
  • Napoli: Aluzzo ‘mperiale, Luccio ‘e mare
  • Pescara:Luzze
  • Reggiom Calabria: Luzzu
  • Roma: Merluzzo imperiale
  • Salerno: Aluzzo
  • Savona: Lusso de mar
  • Sicilia: Aluzzu, Luzzu, Luzu, Magnusa
  • Taranto: Luzzu
  • Trieste: Luzzo de mar
  • Venezia: Lusso de mar

Scheda nutrizionale

Valore Energetico Kcal /100g

81
Acqua (g/100g)
79,0
Proteine (g/100g)
18,7
Lipidi (g/100g)
0,6
Saturi (g/100g)
0,1
Polinsaturi (g/100g)
0,18
Monoinsaturi (g/100g)
0,14
Colesterolo (mg/100g)
34
Fosforo (mg/100g)
220
Calcio (mg/100g)
20
Ferro (mg/100g)
1,1
Sodio (mg/100g)
63
Potassio (mg/100g)
250
Vitamina A (µg/100g)
6
]]>
<![CDATA[ Menola ]]>http://www.pescasicilia.net/index_104.html

Ordine: PERCIFORMI
Famiglia: Centracanthidae
GenereSpicara

Spicara maena
(Linneo, 1758)

Questa specie si presta a confusioni con altri rappresentanti della famiglia Centracantidi, poiché nel corso del suo sviluppo subisce trasformazioni morfologiche legate soprattutto al sesso. Gli adulti hanno una forma ovale, molto appiattita ai lati. Sulla testa si nota una protuberanza simile ad una gobba solo quando l’animale è adulto ed in abito nuziale. Il colore di fondo varia a seconda dell’età, del sesso e della stagione ma fondamentalmente tende al grigio piombo con riflessi azzurrini. Sotto la linea laterale, a metà lunghezza dell’animale, è sempre presente una caratteristica macchia rettangolare di colore nerastro. Questa specie può raggiungere anche i 24cm di lunghezza. Si riunisce in banchi numerosissimi. Vive in vicinanza della costa, ma si spinge fino ai 100 metri di profondità. Ha carni discrete e si rinviene lungo tutte le coste italiane.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Mannula
  • Cagliari: Menduledda, Bastarduni
  • Catanzaro: Minnula, Ciaula
  • Crotone: Minula
  • Gallipoli: Spirru, Minula, Carcarazzi (giovani)
  • Genova: Mènua da custi, Menoa, Locu
  • Livorno: Locco, Mendola
  • Manfredonia: Minoli
  • Messina: Ciaula (maschio), Minula (femmina)
  • Napoli: Mennella
  • Olbia: Mendula
  • Pescara: Pesce monne, Minnelle, Garzone
  • Roma: Spigaro, Zerolo
  • Taranto: Menola
]]>
<![CDATA[ Mitilo Comune ]]>http://www.pescasicilia.net/index_255.htmlOrdine: MYTILIDA
Famiglia: Mytilidae
Genere: Mytilus

Mytilus galloprovincialis
(Lamarck, 1819)

Ha una conchiglia ovale, allungata, triangolare, lievemente ricurva in corrispondenza dell’apice. Il margine della conchiglia è provvisto di una bozza piuttosto pronunciata. Il colore, esternamente è violaceo nerastro con evidenti riflessi castani mentre internamente tende a tonalità azzurrine, brillanti. Le sue carni sono ricercate, poiché pregiate e molto gustose soprattutto nei mesi primaverili ed estivi durante i quali l’animale è più grasso. La conchiglia solitamente non oltrepassa i 9-10cm.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Liguria: Dattero nero, Muscolo
  • Campania: Cozza, Cozza nera, Cozzeca ‘e Taranto
  • Emilia Romagna: Peoci
  • Marche: Mosciolino, Peocio
  • Puglia: Cozza, Cozzeca verace, Cozza cionca
  • Sicilia: Cozza, Cozzala, Catacuzzoli niuri, Cozzula
  • Toscana: Dattero, Dattero nero
  • Veneto: Peocio, Pedocio, Peocchia

Scheda nutrizionale

Valore Energetico Kcal /100g

84
Acqua(g/100g)
82
Proteine (g/100g)
11,2
Lipidi (g/100g)
2,2
Carboidrati (mg/100g)
2,9
Fosforo (mg/100g)
193
Calcio (mg/100g)
94
Ferro (mg/100g)
24
Sodio (mg/100g)
290
Potassio (mg/100g)
315
Zinco (mg/100g)
1,87
VitaminaA (µg/100g)
0,05
Vitamina B1 (µg/100g)
0,16
Vitamina C (µg/100g)
17
Vitamina D (µg/100g)
0,15
Vitamina E (µg/100g)
0,2
]]>
<![CDATA[ Mormora ]]>http://www.pescasicilia.net/index_105.html

Ordine: PERCIFORMI
Famiglia: Sparidae
Genere:  Lithognathus

Lithognathus mormyrus
(Linneo, 1758)

Ha il corpo di forma ellittica, compresso lateralmente. Il colore dell’animale, nel complesso, è argento brillante con una serie di fasce verticali, più o meno sottili, di colore antracite. Il ventre è biancastro. Può raggiungere la lunghezza di 45 cm. Vive quasi sempre lungo i litorali. Gli adulti vivono isolati. Ha carni buone ricercate su tutti i mercati. E’ diffuso lungo tutte le coste italiane.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Mormoro
  • Bari: Gasciola
  • Cagliari: Murmungioni
  • Calabria: Ajula, Gajulu
  • Catania: Ajula
  • Chioggia: Mormora , Mormorin
  • Civitavecchia: Marmora
  • Crotone: Murmura
  • Gaeta: Marmele, Marmoro
  • Gallipoli: Casciolu
  • Genova: Mormoa, Pagai
  • Imperia: Mormua
  • La Spezia: Murmua
  • Livorno: Mormora
  • Messina: Aiula, Jajula
  • Molfetta: Gòscele
  • Monfalcone: Mormora
  • Napoli: Marmolo, Marmoro, Mirmora
  • Palermo: Gajula, Aiula
  • Pescara: Murmere
  • Porto Empedocle: Aiole
  • Reggio Calabria: Praila
  • Roma: Marmarozza
  • Siracusa: Iaiula
  • Taranto: Cascioli, Voscele
  • Venezia: Pesse mormora

Scheda nutrizionale

Valore Energetico Kcal/100g

97
Acqua (g/100g)
78,0
Proteine (g/100g)
18,0
Carboidrati (g/100g)
2
Lipidi (g/100g)
1,9
Saturi (g/100g)
0,48
Polinsaturi (g/100g)
0,48
Monoinsaturi (g/100g)
0,75
Potassio (mg/100g)
287
Calcio (mg/100g)
69
Ferro (mg/100g)
5,6
Colesterolo (mg/100g)
45
]]>
<![CDATA[ Murena ]]>http://www.pescasicilia.net/index_106.html

Ordine: ANGUILLIFORMI
Famiglia: Muraenidae
Genere: Muraena

Muraena helena
(Linneo, 1758)

Ha il corpo molto allungato, serpentiforme, a sezione ellittica fino al peduncolo caudale. La bocca è molto grande con la mascella superiore leggermente sporgente; essa è armata di numerosi denti aguzzi, pugnaliformi e ricurvi all’indietro. Il colore è brunastro o castano con variazioni individuali a seconda dell’ambiente in cui vive; sovente è marmorizzato con chiazze di colore giallastro. Può raggiungere la lunghezza di 150 cm. Questa specie va maneggiata con molta cautela poiché il suo morso è terribile. Il suo sangue è altamente tossico ma tale tossicità scompare totalmente con la cottura. Vive in prossimità delle coste. Le sue carni, molto bianche, sono squisite. E’ una specie abbastanza comune nel Tirreno e nello Ionio. Nell’antica Roma, si diceva che venissero allevate in apposite vasche nelle quali venivano gettati gli schiavi. Le murene però non attaccano l’uomo, per cui le scene piuttosto crudeli che spesso notiamo in alcuni film storici non rispecchiano la realtà.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Abruzzo: Meraine, Murene
  • Calabria: Murina, Morena
  • Campania: Murena
  • Emilia: Murena
  • Lazio: Morena
  • Liguria: Muena, Muenha
  • Marche: Murena
  • Puglia: Murina, Murèena
  • Sardegna: Murena, Morena
  • Sicilia: Murina
  • Veneto: Murena, Morena
]]>
<![CDATA[ Musdea ]]>http://www.pescasicilia.net/index_108.html

Ordine: GADIFORMI
Famiglia: Gadidae
Genere: Phycis

Phycis phycis
(Linneo, 1766)

Ha il corpo piuttosto ingrossato nella metà anteriore e compresso ai lati in quella posteriore. La testa è schiacciata superiormente con il muso arrotondato. Il peduncolo caudale è sottile rispetto alla mole del pesce. Il colore dell’animale, appena pescato, è brunastro con il ventre bianco sporco, ma diventa nocciola chiaro con numerose zone biancastre poiché desquama facilmente. Misura fino a 60 cm di lunghezza e può andare oltre i 2,5 Kg. Vive a discrete profondità. Ha carni piuttosto delicate, molto apprezzate soprattutto nel meridione d’Italia. E’ una specie comune lungo tutte le nostre coste.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Alghero: Mogliola
  • Bari: Moscl
  • Cagliari: Mustia
  • Catania: Lupi ‘i scogghiu
  • Civitavecchia: Fico
  • Genova: Mustella de scheuggiu
  • Imperia: Moustelo
  • Lipari: Mustina
  • Livorno: Mostella
  • Messina: Lupu, Mustina
  • Napoli: Musdea
  • Olbia: Moglia
  • Otranto: Minghianula (giovani), Minghiali
  • Palermo: Mustia
  • Reggio Calabria: Lupu
  • Roma: Musdea, Pastenula bruna, Postema
  • Salerno: Musdene
  • Taranto: Minghiali
  • Terracina: Musdema
  • Trieste: Sorzo
  • Venezia: Pesse sorze

Scheda nutrizionale

Acqua (g/100g)
79,7
Proteine (g/100g)
13,4
Lipidi(g/100g)
0,81
]]>
<![CDATA[ Nasello ]]>http://www.pescasicilia.net/index_110.html

Ordine: GADIFORMI
Famiglia: Merlucciidae
Genere: Merluccius

Merluccius merluccius
(Linneo, 1758)

Ha il corpo allungato, arrotondato nella parte anteriore e compresso ai lati in quella posteriore. La testa è lunga e piatta. La bocca è grande con la mandibola prominente. Il colore del dorsoè grigio cenere con riflessi dorati; fianchi e ventre sono bianco sporco. Vive normalmente a grandi profondità. E’ una specie voracissima. Ha carni bianche e delicate. E’ molto comune lungo le coste italiane. Questo animale, a causa dei numerosissimi ittionomi italiani o dialettali, crea spesso grandi confusioni tanto è vero che molti pescatori credono di trovarsi di fronte al vero merluzzo. Quest’ultimo, invece, è completamente assente nei nostri mari ed è esclusivo delle fredde acque del nord. Il vero Merluzzo, il cui nome scientifico è Gadus morhua morhua, viene importato congelato oppure essiccato. In tal caso in Italia prende il nome di “Pesce stocco” o “stoccafisso” se invece, oltre ad essere essiccato è anche salato prende in nome di “baccalà”.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Pesce lupo
  • Bari: Nuzz
  • Brindisi: Luzzu
  • Cagliari: Merluzzu
  • Gallipoli: Marluzzu, Mbarluzzu
  • Genova: Nasello
  • Imperia: Merlan
  • La Spezia: Nasello
  • Messina: Mirruzzu
  • Molfetta: Nuzze
  • Napoli: Merluzzo, Merluzziello
  • Reggio Calabria: Merluzzu
  • Roma: Merluzzu
  • Taranto: Merluzzu, Mazzoni
  • Trapani: Milluzzu
  • Trieste: Pesse prete, Asinel
  • Venezia: Merlusso, Organelo, Lovo (giovane)

Scheda nutrizionale

Valore Energetico Kcal/100g

71
Acqua (g/100g)
81,5
Proteine (g/100g)
117,0
Lipidi (g/100g)
0,3
Saturi (g/100g)
0,06
Polinsaturi (g/100g)
0,07
Monoinsaturi (g/100g)
0,12
Fosforo (mg/100g)
194
Calcio (mg/100g)
25
Ferro (mg/100g)
0,7
Potassio (mg/100g)
320
Sodio (mg/100g)
77
Colesterolo (mg/100g)
50
]]>
<![CDATA[ Occhi Verdi ]]>http://www.pescasicilia.net/index_113.htmlOrdine: MICTOFIFORMI
Famiglia: Chlorophthalmidae
Genere: Chlorophthalmus

Chlorophthalmus agassizi
(Bonaparte, 1840)

Ha il corpo allungato, leggermente cilindrico e assottigliato soltanto in prossimità del peduncolo caudale. Gli occhi sono abbastanza grandi ed ovaliformi; la bocca è ampia con la mandibola prominente. La pinna dorsale è inserita al limite della metà anteriore del corpo. Il colore è grigiastro, giallastro grigio-biancastro oppure verdastro con fasce irregolari a guisa di sella, con tonalità brunastre, variabili però sempre in rapporto all’ambiente in cui esso vive. L’animale,la cui lunghezza non oltrepassa i 20 cm, ha carni squisite ed apprezzate, usate solo per fritture. Vive a profondità rilevanti tra i 150 e 700 metri. Nello Stretto di Messina si assiste spesso a massicce migrazioni superficiali. E’ comune nel Tirreno, un po’ meno nello Ionio, raro in Adriatico.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Livorno: Occhione
  • Messina: Friggiolu, Lucetta, Scammu i funnu, Viggiolu, Figgiolu
  • Napoli: Lacertai funnu
  • San Benedetto del Tronto: Fascista

Scheda nutrizionale

Acqua (g/100g)
81,9
Proteine (g/100g)
13,58
Lipidi (g/100g)
1,45
]]>
<![CDATA[ Occhialone ]]>http://www.pescasicilia.net/index_114.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Sparidae
Genere: Pagellus

Pagellus bogaraveo
(Brunnich, 1768)

Ha il corpo oblungo, compresso ai lati. Il muso è corto, l’occhio è grande. La colorazione dell’animale è grigio-giallastro, grigio-rossastro o grigio-rosaceo. Il ventre è bianco perlaceo. Dietro l’opercolo, all’inizio della linea laterale, si nota una vistosa macchia nerastra, a forma di triangolo, con il vertice verso l’occhio. Negli adulti si evidenzia sempre una bozza frontale non sempre rilevabile negli esemplari giovani. Questa specie solitamente non oltrepassa i 45-50 cm di lunghezza. Vive a limitate profondità negli stadi giovanili, mentre da adulto si spinge fino a 600 metri. Ha sempre abitudini gregarie. Ha carni pregiate. E’ comune nel Mar Tirreno, nello Ionio e nel Mar Ligure. E’ poco diffuso in Adriatico.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Cagliari: Basucu
  • Catania: Mupa
  • Genova: Bezugo
  • Giulianova: Cchialà
  • Livorno: Occhialone
  • Messina: Mupu
  • Molfetta: Pezzogna
  • Napoli: Pezzogna, Grassuocchio, Uocchiolarghe
  • Otranto: Occhione
  • Palermo: Mupa
  • Pescara: Paggelle
  • Portoferraio: Parago
  • Reggio Calabria: Mupu
  • Rimini: Molo, Occhialone, Alboretto
  • Trieste: Orada
  • Venezia: Alboro bastardo
]]>
<![CDATA[ Occhiata ]]>http://www.pescasicilia.net/index_115.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Sparidae
Genere: Oblada

Oblada melanura
(Linneo, 1748)

Ha il corpo ellittico, piuttosto compresso lateralmente. La bocca è piccola con la mascella inferiore leggermente sporgente. Le pinne pettorali sono falciformi; la caudale è forcuta con i lobi appuntiti. Il colore del dorso è bruno-azzurrastro mentre i fianchi ed il ventre sono grigio-argenteo. Lungo i fianchi, a partire dall’opercolo, decorrono longitudinalmente una decina di linee nerastre o azzurrastre, più evidenti negli esemplari adulti. Sul peduncolo caudale è presente una vistosa macchia nera che non si congiunge mai inferiormente. L’animale può raggiungere una lunghezza di 30 cm e toccare il peso di un chilogrammo. E’ una specie gregaria, vive in prossimità delle coste, ha carni buone e molto ricercate. E’ molto diffusa in tutte le coste occidentali e meridionali, un po’ meno in quelle adriatiche.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Nechiata, Oblata
  • Bari: Occhiet
  • Cagliari: Orbata, Orbara
  • Catania: Ucchiatu
  • Chioggia: Occhiata, Albarobastardo
  • Gaeta: Ajata, Occhiata, Occhiunera, Jata, Occhiuza
  • Genova: Oggià, Veggia
  • La Spezia: Ogià
  • Livorno: Occhiata
  • Messina: Biata, Ucchiata, Biazzola
  • Napoli: Occhiata, Fiata
  • Palermo: Ucchiata
  • Porto Empedocle: Occhiati superiuri, Occhiati niuri
  • Reggio Calabria: Biata
  • Roma: Occhiata
  • Salerno: Ajata
  • Savona: Oggià
  • Siracusa:Ucciata
  • Taranto: Acchiate
  • Trapani: Occhiata
  • Trieste: Ociada
  • Venezia: Ociada

Scheda nutrizionale

Valore Energetico

Kcal /100g
117
Acqua (g/100g)
77,0
Proteine(g/100g)
19,0
Carboidrati (g/100g)
2
Lipidi (g/100g)
3,7
Saturi (g/100g)
1,13
Polinsaturi (g/100g)
1,17
Monoinsaturi (g/100g)
1,03
Fosforo (mg/100g)
220
Calcio (mg/100g)
32
Ferro (mg/100g)
4,2
Colesterolo (mg/100g)
48
]]>
<![CDATA[ Ombrina ]]>http://www.pescasicilia.net/index_475.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Sciaenidae
Genere: Umbrina

Umbrina cirrosa
(Linneo,1758)

Corpo allungato, compresso ai lati. La testa è massiccia il muso arrotondato. Il corpo è ricoperto di grosse scaglie. Il colore di fondo è grigio-argentato con strisce giallo-argentate. Può raggiungere la lunghezza di 100 cm ed il peso di 12 kg. Vive su fondi sabbiosi e fangosi a basse profondità. Ha carni molto delicate e molto apprezzate. L'ombrina, conosciuta lungo tutte le coste, è sempre più rara.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Bari: Ombr
  • Cagliari: Lumbrina imperiali
  • Messina: Umbrina
  • Otranto: Crovello
  • Reggio Calabria: Umbrina i scogghiu
  • Taranto: Traulu imperiali
  • Napoli: Umbrina
  • Olbia: Lombrina
  • Pescara: Corve
  • Trieste: Corbel
  • Venezia: Corbo
]]>
<![CDATA[ Orata ]]>http://www.pescasicilia.net/index_116.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Sparidae
Genere: Sparus

Sparus auratus
(Linneo 1758)

Ha il corpo alto, ovale e compresso ai lati. Il profilo superiore del capo è arrotondato. Labocca è armata, in entrambe le mascelle, di 2-3 paia di robusti caniniformi seguiti da alcune file di denti molariformi, tondeggianti, a superficie liscia, capaci di triturare perfino il robusto rivestimento calcareo delle ostriche. Sul margine superiore dell’opercolo si nota una grossa striscia nerastra mentre fra i due occhi è sempre presente una vistosa striscia di colore giallo-dorato che giustifica l’aggettivo specifico “auratus”. Il colore del dorso è grigio-chiaro mentre i fianchi sono argentati con strisce longitudinali poco evidenti, di colore grigio, alternate ad altre di colore giallognolo. L’animale può raggiungere i 70 cm di lunghezza e toccare i 10 kg di peso. Vive in prossimità della costa, fine a 40 metri di profondità. Ha abitudini gregarie ed è specie eurialina. Ha carni pregiate e proprio per la sua bontà e maestosità fu consacrata dagli ateniesi a Venere. E’ pescata lungo tutte le nostre coste.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Bari: Aurat
  • Brindisi: Aurata
  • Cagliari: Carina, Canina
  • Catania: Arata
  • Crotone: Orata
  • Gaeta: Aurata
  • Genova: Oà
  • Imperia: Orata
  • La Spezia: Uà
  • Manfredonia: Laurate
  • Messina: Orata, Arata, Aurata
  • Napoli: Aurata, Orata
  • Olbia: Orada, Urara
  • Palermo: Orata
  • Pescara: Orata
  • Reggio Calabria: Orata
  • Rimini: Aurata, Orata
  • Roma: Orata
  • Salerno: Orate
  • Savona: Oggià
  • Siracusa: Aurata
  • Taranto: Aurata, Bannicella
  • Trapani: Aurata
  • Venezia: Orada, Orae da la corona

Scheda nutrizionale

Valore Energetico (Kcal/100g)

121
Acqua (g/100g)
73,2
Proteine (g/100g)
20,7
Lipidi (g/100g)
3,8
Saturi (g/100g)
0,88
Polinsaturi (g/100g)
0,93
Monoinsaturi (g/100g)
1,21
Fosforo (mg/100g)
125
Calcio (mg/100g)
12
Ferro (mg/100g)
0,4

Vitamina B1 (µg/100g)

0,04
Vitamina C (µg/100g)
2
64
]]>
<![CDATA[ Pagello Bastardo ]]>http://www.pescasicilia.net/index_117.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Sparidae
Genere: Pagellus

Pagellus acarne
(Risso, 1826)

Ha il corpo slanciato e oblungo, poco compresso ai lati. La testa è massiccia con profilo arrotondato. La bocca è relativamente piccola. Il colore dell’animale, nel complesso, è grigiastro con riflessi argentati. Il ventre è biancastro. Gli adulti, invece, hanno una tinta prevalentemente grigio-rosa, tranne nella parte ventrale che è sempre biancastra. Alla base della pinna pettorale, nella regione ascellare, c’è sempre una evidente macchia nerastra leggermente più sbiaditanegli esemplari molto giovani. La bocca, internamente, è di colore rossastro o giallo arancio con variazioni cromatiche da zona a zona. Questa specie, le cui dimensioni possono arrivare anche a 30 cm , ha carni ottime per cui è particolarmente ricercata nella cucina siciliana. Si riunisce in banchi soprattutto nel periodo giovanile. Da adulto si spinge fino a 100 metri di profondità. E’ una specie molto comune lungo tutte le nostre coste, fatta eccezione per quelle adriatiche.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Cagliari: Pagellottu
  • Catania: Scazzubaru
  • Catanzaro: Luvaru, Cacumbari
  • Chioggia: Alboro bastardo
  • Gallipoli: Frau
  • Genova: Cua-russa
  • Livorno: Mafrone
  • Messina: Scazzupulu
  • Molfetta: Scardedde
  • Monfalcone: Alboro, Pagnesco
  • Napoli: Mafrone
  • Nicotera: Loca
  • Palermo: Mupa
  • Pescara: Luccetelle
  • Reggio Calabria: Luvaru
  • Rimini: Alboretto
  • Roma: Pagello
  • Terracina: Mafrone
  • Trapani: Opa ruedra
  • Vasto: Lucitelle
  • Venezia: Alboro bastardo
  • Viareggio: Mafrone

Scheda nutrizionale

Valore Energetico (Kcal /100g)

126
Proteine (g/100g)
21,12
Lipidi (g/100g)
3,49
Saturi (g/100g)
1,18
Polinsaturi (g/100g)
1,11
Monoinsaturi (g/100g)
1,20
]]>
<![CDATA[ Pagello Fragolino ]]>http://www.pescasicilia.net/index_119.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Sparidae
Genere: Pagellus

Pagellus erythrinus
(Linneo, 1758)

Ha il corpo ovale, compresso ai lati. Il muso è appuntito. La bocca è relativamente piccola. Il colore del corpo è rosa-argenteo, leggermente più scuro sul dorso. Il ventre è bianco rosato con riflessi madreperlacei. Tutte le pinne sono rosee,eccezion fatta per quelle ventrali che sono incolori. Questa specie può arrivare, anche se eccezionalmente, a 50 cm di lunghezza totale. Vive a profondità variabili fra i 15 e 150 metri. Ha carni buone. E’ specie molto comune lungo tutte le nostre coste.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Arboletto
  • Bari: Etr
  • Cagliari: Pagellu eru
  • Catania: Luuru
  • Civitavecchia: Fraulinu
  • Fano:Alboretto
  • Gallipoli: Luvaru, Lutrinu
  • Genova: Pagao veaxo
  • Imperia: Pageo
  • Livorno: Fragolino, Parago
  • Messina: Luuru
  • Molfetta: Ettre
  • Napoli: Luvaru
  • Ortona: Alboretto
  • Reggio Calabria: Lutrinu
  • Rimini: Alboretto
  • Roma: Pagello, Fravolino
  • Savona: Pagao
  • Taranto: Lutrina
  • Trieste: Ribon
  • Venezia: Alboro, Arboro, Medagiola
  • Viareggio: Fraolino

Scheda nutrizionale

1,6

Valore Energetico (Kcal /100g)

101
Proteine (g/100g)
18,77
Lipidi (g/100g)
1,10
Saturi (g/100g)
0,39
Polinsaturi (g/100g)
0,45
Monoinsaturi (g/100g)
0,26
Calcio (mg/100g)
34
Ferro (mg/100g)
4,3
Zinco (mg/100g)

Fosforo (mg/100g)

218
Potassio (mg/100g)
690
]]>
<![CDATA[ Pagro ]]>http://www.pescasicilia.net/index_121.htmlOrdine:PERCIFORMI
Famiglia: Sparidae
Genere: Pagellus

Pagellus pagrus
(Linneo, 1758)

Questo animale, sovente confuso con il dentice, ha il corpo ovale e compresso ai lati. Il capo ha il profilo molto convesso. Il muso è corto ed arrotondato. Il corpo è ricoperto di squame abbastanza grandi. Il colore del corpo subisce modificazioni a secondo dell’età. I giovani hanno il dorso con colorazioni rosacee ed i fianchi giallo rosato. Gli adulti, invece, sono rossastri con riflessi argentati. Il ventre è bianco argenteo. L’animale, dalle carni pregiate, può arrivare fino a 70 cm di lunghezza. Vive da 20 a 200 metri di profondità. E’ presente in tutti i mari italiani.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Bari: Sarage
  • Cagliari: Su paguru
  • Carlofonte: Pagao
  • Catania: Pauru, Scannacavaddu, Prainu
  • Chioggia: Alboro, Taboro, Pagnesco
  • Civitavecchia: Pagaro, Fagari
  • Genova: Dentun, Prao, Pagao buffo
  • Imperia: Pagao
  • La Spezia: Pagao
  • Livorno: Praio
  • Messina:Pauru, Paurottu, Manciacavaddu
  • Molfetta: Fraule, Fraghe
  • Napoli: Praio dentice, Mafrone
  • Olbia: Prai
  • Ortona: Prai
  • Otranto: Frau
]]>
<![CDATA[ Palamita ]]>http://www.pescasicilia.net/index_123.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Scomberomoridae
Genere: Sarda

Sarda sarda
(Bloch, 1793)

Ha il corpo allungato, fusiforme, poco appiattito ai fianchi e molto sottile in prossimità del peduncolo caudale. Il colore del dorso è blu scuro, a volte nerastro. I fianchi ed il ventre sono argentati con riflessi verdastri o azzurrastri. Sul dorso si notano 7-9 linee nerastre che decorrono obliquamente in avanti. Il margine della prima dorsale, molto spesso è nerastro. L’animale misura fino a 80 cm di lunghezza e può toccare i 10 kg di peso. E’ specie gregaria e predatrice. Ha carni molto buone non ugualmente apprezzate nelle nostre regioni. E’ molto comune lungo tutte le nostre coste.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Palamita
  • Bari: Palameit
  • Brindisi: Palamita
  • Cagliari: Palamida
  • Catania: Palamitu
  • Crotone: Palamitu
  • Gaeta: Palammete
  • Genova: Paamie
  • Imperia: Paamia
  • Messina: Palamitu, Palamidu
  • Molfetta: Palametiedde
  • Napoli: Palammete cuvarita
  • Olbia: Palamita, Paramira
  • Palermo: Palamitu
  • Pescara: Palamita
  • Reggio Calabria: Palamitu
  • Roma: Palamita
  • Salerno: Palamito
  • Siracusa: Palamita
  • Trapani: Palamitu
  • Venezia: Palamito

Scheda nutrizionale

Acqua (g)

75,8

Proteine (g/100g)
19,0
Lipidi (g/100g)
8,1
Fosforo (mg/100g)
264
Vitamina A (µg/100g)
0,45
]]>
<![CDATA[ Perchia ]]>http://www.pescasicilia.net/index_125.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Serranidae
Genere: Serranus

Serranus cabrilla
(Linneo, 1758)

Ha il corpo allungato, poco schiacciato ai fianchi. La bocca è abbastanza grande ed è munita di numerosi dentini disposti a cardo. Il colore di fondo è marrone giallastro, grigio rossiccio o anche grigio giallastro sul quale si notano 7-9 strisce verticali bruno rossastre e tre strisce orizzontali di colore senape che continuano sulle guance conferendo una colorazione arancio o viola pallido. Arriva ad una lunghezza massima di 25 cm. Vive su fondali bassissimi o anche a notevoli profondità. E’ una specie voracissima. Ha carni buone utilizzate esclusivamente per la zuppa. E’ specie diffusa lungo tutte le nostre coste ma soprattutto in quelle tirreniche. Nel dialetto siciliano viene chiamata “buddaci” termine che è stato affibiato agli abitanti di Messina per la loquacità ed ingenuità.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Sperga
  • Bari: Perchie
  • Cagliari: Serrania
  • Catania: Buddaci
  • Civitavecchia: Cerchia, Canosa
  • Gaeta: Perchia
  • Genova: Bolaxo
  • Livorno: Sbiro, Bolagio
  • Messina: Buddaci
  • Molfetta: Chégnele
  • Napoli: Cerchia foretana
  • Olbia: Vacca
  • Palermo: Sirrania
  • Salerno: Perchia
  • Savona: Perca
  • Trapani: Sirrania
  • Venezia: Sperga, Donzela
]]>
<![CDATA[ Pesce Balestra ]]>http://www.pescasicilia.net/index_127.htmlOrdine: TETRAODONTIFORMI
Famiglia:Balistidae
Genere: Balistes

Balistes carolinensis
(Gmelin, 1789)

Ha il corpo ovale, molto compresso ai lati. Ha una pinna dorsale caratteristica costituita da raggi spinosi robusti. Il colore dell’animale è grigio verdastro con sfumature bluastre. Può essere anche bruno cinereo con sfumature violacee o giallastre. Questa specie può raggiungere la lunghezza di 40 cm. Vive in vicinanza delle coste. Ha carni ottime e saporite. E’ poco comune lungo tutte le nostre coste, ma non raro. La sua pelle è rugosa, simile alla carta vetrata, un tempo utilizzata come carta smerigliante per accendere i fiammiferi. L’animale quando esce dall’acqua emette un grugnito; ciò spiega perché viene anche chiamato “pesce porco”.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Cagliari: Pisci castaregia
  • Gaeta: Pescepuorco
  • Genova: Pescio porcu
  • Livorno: Pesce porco
  • Napoli: Pesce puorco
  • Reggio Calabria: Mola
  • Sicilia: Pisci porcu, Pisci poccu
]]>
<![CDATA[ Pesce Castagna ]]>http://www.pescasicilia.net/index_128.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Bramidae
Genere: Brama

Brama brama
(Bonnaterre, 1788)

Ha il corpo subovale, piuttosto compresso ai lati con peduncolo caudale molto sottile. Le pinne dorsale ed anale sono pressoché uguali ed opposte con i primi raggi abbastanza allungati. La pinna caudale è profondamente incisa, a lobi appuntiti. Le pettorali sono assai allungate mentre le ventrali sono molto ridotte. Il colore dell’animale appena pescato è argenteo, poco brillante. Dopo la morte assume una tonalità plumbea, a volte brunastra. Ha carni buone ma non sempre apprezzate in tutte le località. Può raggiungere la lunghezza di 70 cm. Vive fino a 400 metri di profondità.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Catania: Pisci luna
  • Crotone: Pisciu castagna
  • Genova: Rundanin
  • Imperia: Castagnolla
  • Messina: Pisci luna
  • Napoli: Pesce castagna, Castagna di mare
  • Palermo: Pisci luna
  • Taranto: Pisce castagna
  • Trapani: Saracu imperiali
  • Venezia: Ociada bastarda
]]>
<![CDATA[ Pesce Pettine ]]>http://www.pescasicilia.net/index_130.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Labridae
Genere: Xyrichthys

Xyrichthys novacula
(Linneo, 1758)

Ha il corpo molto schiacciato ai fianchi. Il profilo della testa è quasi verticale. Su ogni mascella sono impiantati numerosi denti aguzzi per cui quando è in vita va maneggiato con molta cautela. Il colore di questa specie può essere roseo, leggermente più scuro sul dorso, rossastro o giallastro. Sulle squame si notano numerose lineette azzurrine mentre sul capo sono abbastanza evidenti linee verticali dello stesso colore. Negli esemplari maschili il colore è grigio verde con macchioline rosa azzurrastre. Può arrivare ad una lunghezza di 25 cm. Ha carni molto delicate indicate per la zuppa di pesce o saporite fritture. Vive generalmente su fondali bassi e sabbiosi.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Brindisi: Spetacaturu
  • Cagliari: Pisci pettini
  • Catania: Pisci pettini
  • Chioggia: Pesse petene
  • Genova: Pescio razù
  • Imperia: Razon
  • Messina: Pettinu sùrici, Sùrici
  • Napoli: Pecurella, Pesce pettine
  • Palermo: Pettini
  • Varano (AN): Landrosa
  • Venezia: Pesse petene
]]>
<![CDATA[ Pesce Pilota ]]>http://www.pescasicilia.net/index_132.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Carangidae
Genere: Naucrates

Naucrates ductor
(Linneo, 1758)

Ha il corpo fusiforme, poco compresso ai lati; le pinne dorsali sono due di cui la prima, costituita da raggi spinosi molto corti, è poco visibile poiché infossata sul dorso; la seconda dorsale, costituita da raggi molli, è molto più alta e lievemente incavata. L’anale, preceduta da due corte spine, è pressoché uguale ed opposta alla seconda dorsale. Il colore dell’animale è grigio argenteo, tendente all’azzurrino; il corpo è attraversato da 5-6 fasce verticali, di colore blu nerastro o bruno nerastro. Il margine della pinna caudale è bianco. Può raggiungere la lunghezza di 70 cm. Ha carni bianche e saporite ma non sempre apprezzate in tutte le regioni italiane.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Cagliari: Fanfaru
  • Catania: Pisci umbra, Pisci d’umbra
  • Crotone: Fanfaru
  • Gallipoli: Tanfanu
  • Genova: Pampanu
  • Livorno: Pilotino, Pesce pilota
  • Messina: Pampina, Pisci pampina
  • Napoli: Nmpamparo,‘Nfanfaro
  • Olbia: Tanfiru
  • Nicotera: Lampera
  • Palermo: ‘Nfanfaru
  • Porto Empedocle: Ummri
  • Scilla: Pampinu
  • Siracusa: ‘Nfanfaru
  • Torredel Greco: Mpamparo, Fanfano
  • Trieste: Fanfano
  • Tropea: Pampinu
  • Vasto: Fanfene
  • Venezia: Fanfano
]]>
<![CDATA[ Pesce Prete ]]>http://www.pescasicilia.net/index_134.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Uranoscopidae
Genere: Uranoscopus

Uranoscopus scaber
(Linneo, 1758)

Ha il corpo massiccio, pressoché circolare anteriormente e molto sottile in prossimità del peduncolo caudale. La bocca è ampia, incisa verticalmente. Nella parte centrale della mandibola è presente una piccola appendice con la quale l’animale attira le prede. L’animale sul dorso e sugli opercoli è provvisto di spine le quali, sebbene non velenifere, procurano dolore. Il colore del dorso è brunastro, i fianchi sono più chiari mentre il ventre è biancastro. Talvolta sui fianchi possono essere presenti striature o screziature grigiastre con riflessi rossicci. La prima pinna dorsale è di colore nero mentre le rimanenti sono grigio rosacee. Può raggiungere la lunghezza di 35 cm. Vive fino a 100 metri di profondità. Ha carni buone e saporite, molto ricercate per la zuppa di pesce. E’ molto comune lungo tutte le nostre coste. Gli inglesi chiamano questo pesce Star-Gazers che significa “guardare fisso le stelle” per la posizione degli occhi che sono rivolti all’insù.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Bocca ‘n cau
  • Cagliari: Pappacocciula
  • Catania: Coccumu
  • Crotone: Lucerna
  • Gaeta: Bocca in cielo, Capiposto, Pesce lucerna
  • Genova: Pesce praeve
  • Livorno: Pesce prete
  • Messina: Cocchima, Lumera
  • Napoli: Lucerna, Capotuosto
  • Olbia: Coccio, Pische preideru
  • Palermo: Cocciu, Cocciu ‘mperiali
  • Pescara: Vocca‘n cape
  • Porto Empedocle: Coccia
  • Roma: Lucerna
  • Scilla: Buccuni
  • Taranto: Lucerna
  • Trapani: Lumera
  • Trieste: Boca in cao
  • Venezia: Boca in cao
]]>
<![CDATA[ Pesce San Pietro ]]>http://www.pescasicilia.net/index_136.htmlOrdine: ZEIFORMI
Famiglia: Zeidae
Genere: Zeus

Zeus faber
(Linneo, 1758)

Ha il corpo alto, molto compresso ai lati. La bocca è ampia e profondamente incisa. La pinna dorsale è unica, distinta in due porzioni: la prima è costituita da robusti raggi spinosi, allungati ed appuntiti, terminanti con formazioni filiformi soprattutto negli esemplari giovanili; la seconda, invece, è formata da raggi molli, poco allungati. Anche l’anale è formata da due porzioni delle quali la prima è provvista di 3-4 grossi raggi spinosi molto appuntiti mentre la seconda è formata da raggi molli. Numerose altre spine sono presenti sugli opercoli, sul ventre ed alla base dei raggi spinosi della dorsale, motivo per cui questo pesce va maneggiato con molta cautela. Questo animale, dalle carni eccellenti, poco apprezzate nel meridione, costituisce uno dei piatti più richiesti nelle regioni settentrionali. Può raggiungere la lunghezza di 60 cm e toccare anche i 6 kg di peso.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: San Pietro
  • Bari: Sen Piet
  • Brindisi: Cetra, Iotra
  • Cagliari: Pisci San Perdu
  • Catania: Jaddu
  • Crotone: Pisciu gaddru
  • Genova: Pesciu San Pè
  • Livorno: Pesce San Pietro
  • Manfredonia: San Pietri
  • Messina: Itala, Pisci san Petru, Jaddu
  • Napoli: Pesce gallo, Pesce San Pietro
  • Olbia: Pische santu, Pisci san Petru
  • Palermo: Gaddu, Pisci San Petru
  • Pescara: Sampitre
  • Porto Empedocle: Gaddi
  • Rimini: Pirin
  • Salerno: Gallo
  • Savona: Pescio Sampè
  • Venezia: Sanpiero
  • ViboValentia: Cetola

Scheda nutrizionale

Acqua (g)

78,12

Proteine (g/100g)
16
Lipidi (g/100g)
0,9
Carboidrati (g/100g)
1,25
Calcio (mg/100g)
18
Vitamina B1(µg/100g)
0,04
]]>
<![CDATA[ Pesce Sciabola ]]>http://www.pescasicilia.net/index_146.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Trichiuridae
Genere: Lepidopus

Lepidopus caudatus
(Euphrasen, 1788)

Ha il corpo assai allungato e sottile ai lati, molto simile ad una grossa cintura. La bocca è abbastanza grande, munita di denti  molto appuntiti, motivo per cui questo pesce va maneggiato con molta cautela. La pinna dorsale è abbastanza allungata: inizia nella regione nucale e termina sul peduncolo caudale. Sia le pinne ventrali che le pettorali sono piuttosto piccole. Il colore del corpo, appena pescato è argento assai brillante ma dopo alcune ore perde un po’ di questa brillantezza e cominciano a comparire chiazze brunastre. Può misurare fino a 2 metri e toccare i 6 kg di peso. Ha carni bianche, molto digeribili per cui è particolarmente apprezzato soprattutto nelle regioni meridionali ove è attivamente pescato con palangresi di profondità.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Lama d’argento
  • Cagliari: Pisci lama
  • Crotone: Spatula
  • Gallipoli: Curiscia,Argentina
  • Livorno: Pesce sciabola
  • Messina: Spatula, Spadula
  • Napoli: Pesce bannera
  • Olbia: Pisci d’argientu
  • Palermo: Spatula
  • Porto Empedocle: Spatula
  • Taranto: Pisci d’ariento, Pisci sciabola
  • Venezia: Arzentin

Scheda nutrizionale

Acqua (g)
78,94
Proteine (g/100g)
16,16
Lipidi (g/100g)
2,42
]]>
<![CDATA[ Pesce Spada ]]>http://www.pescasicilia.net/index_148.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Xiphiidae
Genere: Xiphias

Xiphias gladius
(Linneo, 1758)

Ha il corpo massiccio, a sezione pressoché circolare, più ingrossato nella parte anteriore e un po’ più assottigliato in quella posteriore. La caratteristica fondamentale di questo animale è rappresentata da un enorme sviluppo della mascella superiore che si prolunga a forma di un rostro appuntito, a sezione ellittica con i bordi taglienti. Possiede due pinne dorsali, ben distinte tra loro negli adulti e molto ravvicinate negli esemplari giovanili. La coda è grande e forcuta, a lobi appuntiti. Sul peduncolo caudale sono presenti due grandi carene, impiantate lateralmente; le pinne anali sono due delle quali la seconda è molto più piccola. Le pettorali sono assai allungate. Il colore del dorso è plumbeo, grigio-ardesia, bruno violaceo o anche bruno rossastro; I fianchi sono argentati con riflessi bronzini mentre il ventre è bianco sporco. L’animale può raggiungere anche i 500 kg di peso. Le sue carni sono eccellenti.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Pesce spada
  • Brindisi: Pisci spata
  • Catania: Piscispatu, Spateddu, Spadottu, Puddicinedda(giovani)
  • Crotone: pisci spatu
  • Genova: Pescio spa
  • Livorno: Pesce spada
  • Messina: Pisci spata, Puddicinedda (giovani)
  • Napoli: Pescespate
  • Reggio Calabria: Pisci spatu, Pisci spata
  • Savona: Pei spa
  • Venezia: Spadon, Pesse spada

Scheda nutrizionale

Valore Energetico (Kcal /100g)

108,5
Acqua (g)
75
Proteine (g/100g)
20,1
Lipidi (g/100g)
3,9
Saturi (g/100g)
1,10
Polinsaturi (g/100g)
1,30
Monoinsaturi (g/100g)
1,50
Colesterolo (mg/100g)
70
Fosforo(mg/100g)
256
Potassio (mg/100g)
279
Sodio (mg/100g)
85
Calcio (mg/100g)
6
Ferro (mg/100g)
1
Magnesio (mg/100g)
31
Rame (mg/100g)
0,15
Vitamina A (µg/100g)
0,47
Vitamina B1(µg/100g)
0,05
]]>
<![CDATA[ Polpo ]]>http://www.pescasicilia.net/index_190.htmlOrdine: OCTOPODIDA
Famiglia: Octopodidae
Genere: Octopus

Octopus vulgaris
(Cuvier, 1797)

Ha il corpo globoso, rugoso e cosparso di piccoli tubercoli. Il capo è più grosso del sacco e separato da questo da una evidente strozzatura. I tentacoli, in numero di otto, sono robusti e provvisti di due serie di ventose sessili. Il primo paio e visibilmente più corto. L’animale è dotato di un particolare mimetismo per cui il suo colore è determinato dall’ambiente in cui esso vive. Generalmente assume colorazioni tendenti al grigiastro o giallastro più o meno chiazzato di macchie verdastre. Il peso di questa specie, dipende dalla quantità di prede che l’animale trova nel corso della sua vita, che solitamente non oltrepassa i due anni di età, durante i quali può arrivare fino a 25 kg di peso.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Calabria: Purpu verace
  • Campania: Purpo, Purpo verace, Pulpetiello, Pulpe ‘e scoglio
  • Lazio: Polpo, Polpo di scoglio, Porpo di scoglio
  • Liguria: Porpo,Purpo, Polpo
  • Puglia: Vurpo, Vurpe, Vurpo de petra
  • Toscana: Porpo di scoglio
  • Sardegna: Pruppu-èru
  • Sicilia: Pruppu
  • Veneto: Folpo, Folpo-toto

Scheda nutrizionale

Valore Energetico Kcal/100g

57
Acqua (g)
82
Proteine (g/100g)
10,6
Lipidi (g/100g)
1
Saturi (g/100g)
0,23
Polinsaturi (g/100g)
0,24
Monoinsaturi (g/100g)
0,16
Colesterolo (mg/100g)
140
Carboidrati (g/100g)
1,4
Fosforo (mg/100g)
189
Ferro (mg/100g)
5,6
Calcio(mg/100g)
144
Rame(mg/100g)
1
Zinco (mg/100g)
5,1
]]>
<![CDATA[ Rana Pescatrice ]]>http://www.pescasicilia.net/index_150.htmlOrdine: LOFIFORMI
Famiglia: Lophiidae
Genere: Lophius

Lophius piscatorius
(Linneo, 1758)

Ha il capo enorme, largo ed appiattito. La parte posteriore del corpo è di forma conica, molto sottile in prossimità della regione caudale. Gli occhi sono situati superiormente, sul dorso. Le pinne dorsali sono abbastanza caratteristiche infatti sono costituite da 6 raggi lunghi e isolati che compongono la prima pinna e da 11-12 raggi riuniti tra loro che compongono la seconda dorsale, impiantati nella metà posteriore del corpo. Il primo raggio della prima pinna è isolato ed abbastanza allungato, molto mobile e reca alla sua estremità una espansione avente la forma di un pesciolino che serve ad attirare le prede. L’anale è opposta alla seconda dorsale mentre le pettorali sono abbastanza robuste. Il colore del dorso è bruno violaceo o bruno grigiastro con sfumature giallastre. Il ventre è biancastro. L’animale può raggiungere i 2 metri e toccare anche i 40 kg di peso. Questa specie, sebbene abbia carni bianche e delicate, è poco ricercata nella nostra cucina a differenza delle regioni settentrionali, ove rappresenta una vera e propria leccornia.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Rospo grosso, Pescatrice
  • Cagliari: Piscatrixi
  • Chioggia: Rospo, Rospo de fango, Diavolo de mar
  • Civitavecchia: Giudio
  • Gaeta: Pescatrice nera
  • Genova: Budeghi, Budegassa
  • Livorno: Bordrò
  • Messina: Pescatrici, Lamia
  • Napoli: Pescatrici nera
  • Olbia: Pescatrice niedda
  • Palermo: Lamia
  • Pescara: Rospo
  • Rimini: Rospo, Rospo grosso, Pescatrice
  • Roma: Martino
  • Savona: Gianello
  • Trieste: Rospo de fango, Diavolo de mar
  • Venezia: Rospo
  • Viareggio: Bordrò

Scheda nutrizionale

Valore Energetico (Kcal /100g)

63
84
Proteine (g/100g)
15,4
Lipidi (g/100g)
0,6
Saturi (g/100g)
0,11
Polinsaturi (g/100g)
0,19
Monoinsaturi (g/100g)
0,07
Fosforo (mg/100g)
194
Potassio (mg/100g)
389
Sodio (mg/100g)
126
Ferro (mg/100g)
0,4
Calcio (mg/100g)
19
Rame (mg/100g)
0,07
Magnesio (mg/100g)
29
]]>
<![CDATA[ Razza Quattrocchi ]]>http://www.pescasicilia.net/index_152.htmlOrdine:  RAJIFORMI
Famiglia: Rajidae
Genere: Raja

Raja miraletus
(Linneo, 1758)

Ha il corpo di forma romboidale, leggermente più largo che lungo. I margini anteriori sono sinuosi. Il muso è appuntito. La bocca è piccola munita di 40-42 serie di denti verticali, appuntiti nei maschi e ottusi nelle femmine. Il colore del dorso è bruno rossiccio, bruno giallastro, nocciola chiaro oppure olivastro con sfumature giallastre e con macchioline scure sparse sul dorso non sempre molto evidenti. Su ogni pettorale simmetricamente, si nota un ocello di colore bluastro circondato da un anello nerastro a diretto contatto con un altro anello giallastro. Il ventre è bianco. L’animale raggiunge dimensioni modeste, fino a 60 cm compresa la coda. Le carni di questa specie, così come quelle di tutti i rappresentanti della famiglia Raidi, sono assai poco richieste al sud a differenza delle regioni del nord ove sono particolarmente apprezzate.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Occhialina
  • Bastia (SV): Razza stellina
  • Brindisi: Chiamida
  • Cagliari: Scritta a quattrogus
  • Catania: Picara liscia
  • Chioggia: Quatroci
  • Crotone: Raja quattrocchi
  • Genova: Rasa sfeuggoena
  • Livorno: Razza argentina
  • Messina: Pichira liscia, Pichira fimminedda, Quattrocchi
  • Molfetta: Quattuecchi
  • Napoli: Raja occhialuta
  • Otranto: Tappacunnu
  • Palermo: Pichira quattrocchi
  • Roma: Arzilla
  • Siracusa: Raja liscia
  • Taranto: Rascia liscia
  • Trapani: Picara quattuocchi
  • Trieste: Rasa quatroci
  • Vasto: Quattrocchi, Cchjalune
  • Venezia: Quatroci
]]>
<![CDATA[ Ricciola ]]>http://www.pescasicilia.net/index_154.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Carangidae
Genere: Seriola

Seriola dumerili
(Risso, 1810)

Ha il corpo ovale e compresso ai lati. Il colore dell’animale, da giovane (cavagnola), tende al giallo oro, mentre negli adulti le tinte prevalenti sono grigio azzurrastro o marrone chiaro, localizzate sul dorso fino ai fianchi i quali assumono invece, assieme alla regione ventrale, uncolore argento brillante. Questa specie, assai combattiva, dalle carni ottime, può raggiungere, anche se eccezionalmente, i due metri di lunghezza e toccare fino a 90 Kg di peso. E’ un pesce prettamente pelagico. Gli esemplari giovani vivonoabbastanza vicino alla costa, gli adulti vivono in acque aperte. E’ un pesce voracissimo con abitudini gregarie. Ha carni eccellenti ed è distribuito lungo tutte le coste italiane.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Alice grande
  • Bari: Lecc
  • Brindisi: Ricciola, Lupina
  • Cagliari: Sirviola, Lampuga
  • Chioggia: Lissa
  • Genova: Leccia
  • Imperia: Alicosa
  • Livorno: Sartaleone
  • Manfredonia: Occhio grasso
  • Messina: Cavagnola (giovane), Ricciola (adulto)
  • Napoli: Ricciola
  • Olbia: Aricciola, Cavagnola, Licciola
  • Reggio Calabria: Acciola, Alici
  • Roma: Leccia, Ricciola
  • Sicilia: Aricciola
  • Taranto: Jarrupe
  • Tropea: Sumu, Ricciola
  • Vasto: Lecciutte
  • Veneto: Lissa bastrada
]]>
<![CDATA[ Rondinella di Mare ]]>http://www.pescasicilia.net/index_155.htmlOrdine: CIPRINODONTIFORMI
Famiglia: Exocoetidae
Genere: Hirundichthys

Hirundichthys rondeletii
(Valenciennes, 1846)

Ha il corpo allungato, slanciato e fusiforme. La testa è larga e corta. Gli occhi sono grandi e circolari. Le pinne pettorali sono molto sviluppate col secondo raggio di tipo semplice ovvero senza ramificazioni. La pinna dorsale inizia sulla verticale passante per l’apertura anale o lievemente in posizione più arretrata. La pinna anale è pressoché uguale ed opposta alla seconda dorsale. Le ventrali sono abbastanza allungate. La caudale è costituita da due lobi, dei quali quello inferiore è molto più sviluppato. Il colore del dorso è azzurro metallico, azzurro bluastro o blu oltremare; i fianchi ed il ventre sono argento biancastro. E’ una specie gregaria e pelagica. Questa specie, che si rinviene nei mercati rionali nel periodo estivo, ha carni discrete. Può misurare fino a 25 cm di lunghezza. E’ la specie più comune in tutti i mari italiani. Ha la peculiarità di fare salti fuori dall’acqua anche di 2 – 3 metri.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Pesce rondine
  • Brindisi: Rindinedda de mari
  • Catania: Ancilleddu, Rinninuni
  • Genova: Rundeninha
  • Livorno: Pesce rondine
  • Messina: Rinninuni
  • Monfalcone: Rondinella
  • Napoli: Rennena e mare
  • Palermo: Ancilone, Parpagghione
  • Pescara: Pesce rondine
  • Reggio Calabria: Rindinuni Rindina
  • Roma: Rondine
  • Savona: Rondanina
  • Taormina: Patrazzi
  • Termoli: Pescie vulande
  • Torre del Greco: Rennenella ‘e mare
  • Veneto: Barbastrilo
]]>
<![CDATA[ Ruvetto ]]>http://www.pescasicilia.net/index_156.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Gempylidae
Genere: Ruvettus

Ruvettus pretiosus
(Cocco, 1829)

Ha il corpo molto allungato, fusiforme, piuttosto compresso ai lati. La bocca è abbastanza incisa. Le mascelle sono robuste ed armate di grossi denti molto appuntiti; quella inferiore è lievemente prominente. Questa specie va maneggiata con estrema cautela poiché il suo corpo è rivestito di scudetti ossei molto duri, muniti di due punte acuminate che possono causare serie lesioni cutanee. Il colore è bruno nerastro o marrone castagna, a volte anche bruno rossiccio o nero violaceo. Il ventre è chiaro ed a volte anche biancastro. Misura fino a 2 metri di lunghezza ed arriva fino a 50 kg di peso. E’ un pesce batipelagico poiché raggiunge anche gli 800 metri di profondità. E’ molto vorace. E’ raro in tutte le coste dellapenisola mentre si rinviene nei mari siciliani (costa Ionica). Ha carni discrete, non ugualmente apprezzate in tutte le regioni. Sovente la loro ingestione può causare diarree, mentre per alcuni sono ottime, tanto che Napoleone Bonaparte, nel descrivere questo pesce in un suo volumetto “Fauna italica” lo paragona al “…cibo degli dei ” per cui l’aggettivo specifico pretiosus sembra racchiudere tutto il sapore di questo pesce.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Cagliari: Pisci bonettu
  • Catania: Ruvettu, Zammuni
  • Genova: Murun spinusu
  • Messina: Ruvettu
  • Palermo: Ruvettu
]]>
<![CDATA[ Salpa ]]>http://www.pescasicilia.net/index_158.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Sparidi
Genere: Sarpa

Sarpa salpa
(Linneo, 1758)

Ha il corpo di forma ellittica, schiacciato ai fianchi. Il colore del dorso, nel complesso, è grigio verdastro mentre i fianchi ed il ventre sono argentati. Longitudinalmente l’animale è attraversato da 10-12 strisce dorate visibili anche dopo la morte. Alla base delle pinne pettorali vi è anche una macchia nerastra. La Salpa, a completo sviluppo può raggiungere anche i 50 cm di lunghezza e toccare eccezionalmente i 3 kg di peso. E’ un animale essenzialmente gregario. Vive in superficie e non oltre i 20 metri. Le sue carni, non sempre apprezzate nelle nostre regioni, sono buone se si ha l’accortezza di eviscerare l’animale subito dopo la sua cattura; ciò perché, cibandosi soprattutto di vegetali, si impedisce la rapida formazione di prodotti catabolici dovuti ai processi di fermentazione dei contenuti stomacali. E’ diffusa lungo tutte le coste italiane. Spesso per essere venduto viene spacciato per orata, ricciola o sarago.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Brindisi: Sarpa
  • Cagliari: Sarpa
  • Catania: Sarpa
  • Civitavecchia: Sarpa
  • Crotone: Sarpa
  • Gaeta: Salpa
  • Gallipoli: Sarpa, Muscatedda
  • Genova: Sarpa
  • Imperia: Sarpa
  • Livorno: Sarpa
  • Messina: Sappa, Manciaracina, Sappotta
  • Molfetta: Salpa
  • Napoli: Sarpa
  • Palermo: Manciaracina
  • Pescara: Bobba
  • Porto Empedocle: Sarpa
  • Reggio Calabria: Sarpa
  • Taranto: Sarpa
  • Trapani: Salpa
  • Trieste: Salpa
  • Venezia: Salpa

Scheda nutrizionale

Valore Energetico (Kcal /100g)

104
Acqua (g/100g)
77,3
Proteine (g/100g)
18,0
Carboidrati (g/100g)
2
Lipidi (g/100g)
2,7
Saturi (g/100g)
0,17
Polinsaturi (g/100g)
0,2
Monoinsaturi (g/100g)
0,09
Potassio (mg/100g)
540
Ferro (mg/100g)
4,3
Calcio (mg/100g)
25
Vitamina B1(µg/100g)
0,07
Vitamina C (µg/100g)
2
]]>
<![CDATA[ Sarago Fasciato ]]>http://www.pescasicilia.net/index_159.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Sparidae
Genere: Diplodus

Diplodus vulgaris
(Geoffroy Saint-Hilaire, 1817)

Ha il corpo ellittico, compresso ai lati. La bocca è piccola mentre gli occhi sono moderatamente grandi. Il colore, nel complesso è argenteo-dorato. Il ventre è biancastro; su tutto il corpo, longitudinalmente, sono presenti circa 15-16 linee dorate. All'altezza dell'opercolo, verticalmente, è presente una fascia di colore nero. Sul peduncolo caudale è anche presente, pure di colore nero, una macchia a guisa di anello. L’animale può raggiungere la lunghezza massima di 30 cm. E’ una specie gregaria, vive vicino alla costa. Ha carni pregiate. E’ diffuso lungo tutte le coste italiane.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Sarago
  • Bari: Sarge
  • Brindisi: Cazzita
  • Cagliari: Sarigu
  • Castellammare di Stabia: Saraco
  • Castro: Varancoddu
  • Catania: Sacristanu
  • Chioggia: Sparo, Occhiata
  • Civitavecchia: Sant’Antonio
  • Crotone: Varancodaru
  • Gaeta: Zagaro, Sarago, Sario, Sarraco varriale
  • Gallipoli: Sarucu
  • Genova: Sparlo, Sant’Andria
  • Imperia: Saragu
  • Livorno: Sarago sguaiato
  • Messina: Saricu monicu
  • Molfetta: Capaègnere
  • Napoli: Saraco varriale, Sario
  • Pescara: Sbarrone
  • Roma: Sarago
  • Taranto: Varanguiddi, Sarije
  • Trieste: Sargo
  • Venezia: Sparo

Scheda nutrizionale

Acqua (g/100g)
74,81
Proteine (g/100g)
20,85
Lipidi (g/100g)
4,43
]]>
<![CDATA[ Sarago Maggiore ]]>http://www.pescasicilia.net/index_161.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Sparidae
Genere: Diplodus

Diplodus sargus
(Linneo, 1758)

Ha il corpo ellittico, compresso lateralmente. La bocca è poco pronunciata. Il colore dell’animale, nel suo ambiente è argenteo brillante con 7-8 fasce nerastre verticali molto evidenti. Il peduncolo caudale è circondato da una fascia nera che non si congiunge inferiormente. Può raggiungere la lunghezza di 45-50 cm ed oltrepassare i 2 kg di peso. Vive a modeste profondità, con abitudini gregarie. Ha carni ricercatissime. E’ diffuso lungo tutte le coste italiane.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Sparetto, Cappuccio
  • Bari: Sarge
  • Brindisi: Sarcu, Capegnaru, Surgitieddi
  • Cagliari: Sarigu
  • Catania: Saricu tunnu
  • Crotone: Saricu monica
  • Gaeta: Sario, Sarago,Sarago verace
  • Gallipoli: Scantru
  • Genova: Sagai
  • Imperia: Saragu
  • Livorno: Sarago
  • Messina: Saricu
  • Molfetta: Sarge tunne
  • Napoli: Sario, Saracuotto, Saraco verace
  • Olbia: Isparessa
  • Palermo: Saracu
  • Pescara: Carlini, Sbarre
  • Roma: Sarago
  • Siracusa: Saracu
  • Taranto: Varanguiddi, Schiurgitieddi
  • Trieste: Sparo
  • Venezia: Sparo

Scheda nutrizionale

Valore Energetico (Kcal /100g)

94,71
Acqua (g/100g)
76
Proteine (g/100g)
15
Lipidi (g/100g)
1,79
Saturi (g/100g)
0,5
Polinsaturi (g/100g)
0,4
Monoinsaturi (g/100g)
0,4
Colesterolo (mg/100g)
70
Fosforo (mg/100g)
200
Zinco (mg/100g)
1,5
Calcio (mg/100g)
48
Potassio (mg/100g)
350
]]>
<![CDATA[ Sarago Pizzuto ]]>http://www.pescasicilia.net/index_163.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Sparidae
Genere: Diplodus

Diplodus puntazzo
(Cetti, 1784)

Ha il corpo di forma ovale, appiattito lateralmente. Il muso è appuntito; la bocca, rispetto agli altri saraghi,è moderatamente più ridotta. Il colore dell’animale è grigio argenteo con 7-10 fasce nerastre verticali più o meno larghe che non arrivano mai al ventre. Il peduncolo caudale è circondato da una fascia nera, similead un anello. Il margine della coda, sovente, è pure nero. Può arrivare fino a 40 cm di lunghezza e toccare i 2 kg di peso. Vive quasi sempre isolato su fondali rocciosi o sabbiosi ricchi di Posidonia. Ha carni squisite. E’ comune lungo tutte le nostre coste.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Saraco pizzuto
  • Bari: Pezzate, Appezzutu
  • Brindisi: Purciello
  • Cagliari: Murruda
  • Catania: Saricu pizzutu
  • Genova: Sulla
  • Imperia: Moruta, Morudda
  • Livorno: Pinzutu
  • Messina: Saricu pizzutu
  • Molfetta: Sarge pezzute
  • Monfalcone: Spizzo, Pissu
  • Napoli: Saraco 'nchiuso, Saraco pizzuto
  • Palermo: Saricu pizzutu
  • Reggio Calabria: Saricu pizzutu
  • Roma: Sarago
  • Savona: Mus’agut
  • Siracusa:Saracu
  • Taranto: Pizzute
  • Torre del Greco: Pizzute
  • Venezia: Sparo d’Istria
]]>
<![CDATA[ Sardina ]]>http://www.pescasicilia.net/index_484.htmlOrdine: CLUPEIFORMI
Famiglia: Clupeidae
Genere: Sardina

Sardina pilchardus
(Walbaum, 1792)

Ha il corpo allungato, fusiforme, compresso ai lati. La bocca è grande, incisa obliquamente, munita di denti piccolissimi. Il corpo è ricoperto di scaglie grandi e caduche. Il colore del corpo è azzurro bluastro sul dorso ed argenteo sui fianchi e sul ventre. In prossimità dell’opercolo assai spesso c’è una macchia nerastra seguita da alcune macchioline nere che arrivano fino al limite posteriore della dorsale, non sempre, però, bene evidenti. La sua lunghezza solitamente si aggira sui 10-15 cm. E’ un pesce migratorio e gregario. Ha carni molto buone, si consumano fresche, sott’olio o sotto sale. E’ molto comune lungo tutte le nostre coste.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Bari: Sard, Sarachidd
  • Genova: Sardena
  • Imperia: Sardenna
  • La Spezia: Sardenna
  • Livorno: Sardina
  • Messina: Sadda, Sadduzza
  • Napoli:Sarda, Sardella
  • Olbia: Saldina
  • Palermo: Sarda
  • Pescara: Sardella descaia
  • Reggio Calabria: Sarda, Sardedda
  • Roma: Sarda, Melelle
  • Savona: Sardina, Paasetta
  • Taranto: Sarda, Faloppe
  • Torre del Greco: Sarda, Sardona, Saraca
  • Venezia: Sardela, Palassiola
  • Ventimiglia: Sardena, Parasina, Putina

Scheda nutrizionale

Valore Energetico (Kcal /100g)
129
Acqua (g/100g)
60,7
Proteine (g/100g)
20,3
Carboidrati (g/100g)
1,5
Lipidi (g/100g)
15,4
Saturi (g/100g)
4,71
Monoinsaturi (g/100g)
2,89
Polinsaturi (g/100g)
6,29
Magnesio (mg/100g)
70
Sodio(mg/100g)
66
Calcio (mg/100g)
33
Ferro (mg/100g)
1,8
Fosforo (mg/100g)
215
Potassio (mg/100g)
630
Zinco (mg/100g)
3,90
Rame (mg/100g)
1,6
Selenio (mg/100g)
58,0
VitaminaA (mg/100g)
0,28
Colesterolo (mg/100g)
65
]]>
<![CDATA[ Scaro ]]>http://www.pescasicilia.net/index_487.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Scaridae
Genere: Euscarus

Euscarus cretensis
(Linneo, 1758)

Ha il corpo ovale, alto e massiccio. L’occhio è piccolo e circolare. Il corpo è ricoperto di grosse scaglie. La bocca, relativamente piccola, è munita di denti saldati in due placche su ogni arco mascellare, molto simili al becco di un pappagallo. La livrea è molto sgargiante, ha colori verdi, gialli, rossicci, azzurrini o grigio-ardesia ben armonizzati tra loro. Misura al massimo 50 cm di lunghezza ma la sua media si aggira sui 20-25 cm. Vive a profondità limitate su fondi rocciosi e pietrosi, ricchi di vegetazione di Zostere o Posidonie. Si nutre di piccoli crostacei o di alghe incrostate. E’ un pesce piuttosto raro, in Sicilia si trova talvolta assieme ai pesci di scoglio. Le carni delle Scaro erano ricercatissime nell’antica Roma, tanto che Plinio il Vecchio lo annovera tra i pesci più pregiati. Il suo fegato però è tossico.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Catania: Marzapani
  • Messina: Cucca, Tuddu, Pisci pappajaddu
]]>
<![CDATA[ Scorfano Nero ]]>http://www.pescasicilia.net/index_167.htmlOrdine : SCORPENIFORMI
Famiglia : Scorpenidae
Genere : Scorpaena 

Scorpaena porcus
(Linneo, 1758)

Ha la testa grossa e massiccia; il corpo è tozzo anteriormente e compresso ai lati nella metà posteriore. Il colore dell’animale è marrone scuro con chiazze più o meno estese e leggermente più chiare ai fianchi. Nei maschi è sempre presente una caratteristica macchia nerastra negli ultimi raggi spinosi della dorsale. Misura fino a 25 cm di lunghezza. Vive da pochi decimetri di profondità fino a 100 metri e più. Ha abitudini sedentarie e notturne. Le sue carni sono mediocri e vengono utilizzate principalmente per le zuppe. E’ una specie molto comune lungo tutte le coste italiane.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Scarpegna nera
  • Cagliari: Scorpula
  • Catania: Scofana, Scofana tignusa
  • Crotone: Scorfinu veraci
  • Genova: Scurpena
  • Imperia: Scorpena de scheugghiu
  • La Spezia: Scurpena
  • Manfredonia: Scrofolanera
  • Messina: Scoffina
  • Napoli: Scorfane nire
  • Palermo: Scrufaneddu niuru
  • Pescara: Scorpina
  • Roma: Scorfano
  • Siracusa: Scrofanu
  • Taranto: Scorfane niure
  • Torre del Greco: Scorfano ‘e scoglio
  • Trapani: Scorfano de sicca
  • Venezia: Scarpena negra

Scheda nutrizionale

Acqua (100g)

 78

Proteine (g/100g)
19
Lipidi (g/100g)
0,4
Potassio (mg/100g)
465
Calcio (mg/100g)
61
Magnesio (mg/100g)
21
Ferro (mg/100g)
5
]]>
<![CDATA[ Scorfano Rosso ]]>http://www.pescasicilia.net/index_166.htmlOrdine : SCORPENIFORMI
Famiglia : Scorpenidae
Genere : Scorpaena

Scorpaena scrofa
(Linneo, 1758)

Ha il corpo abbastanza panciuto nella prima metà anteriore e più assottigliato verso la metà posteriore. La testa è grossa, provvista di numerose creste, barbigli e appendici spiniformi. Il colore dell’animale generalmente è rosso o rosa. Misura al massimo 50 cm ed è lo Scorpenide più grosso dei nostri mari. Va maneggiato con molta attenzione giacché le sue spine possono causare punture abbastanza dolorose a causa delle presenza di una tossina velenifera nelle spine opercolari. Vive a varie profondità, abita su fondali rocciosi, fangosi o arenosi ricchi di vegetazione. E’ conosciuto lungo tutte le nostre coste, molto frequente nel Tirreno enello Ionio.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Scarpina rossa
  • Bari: Scrofa
  • Brindisi: Ròcana scorfanu
  • Catania: Ròfana
  • Crotone: Cipuddra
  • Genova: Pescio cappon
  • Imperia: Pescio cappon
  • Livorno: Cappone
  • Manfredonia: Scrofola rosa
  • Messina: Cipudda
  • Olbia: Cappone
  • Otranto: Ròfana
  • Palermo: Cipudda, Scrofanu russu
  • Porto Empedocle: Cipudda
  • Reggio Calabria: Scorfina, Scoffina
  • Savona: Cappone
  • Siracusa: Cipuddazza
  • Taranto: Scorfane russe de fangu
  • Trieste: Scarpena rossa
  • Venezia: Scarpena rossa

Scheda nutrizionale

Acqua (g/100g)
79
Proteine (g/100g)
18,7
Lipidi (g/100g)
0,4
Potassio (mg/100g)
465
Calcio (mg/100g)
61
Ferro (mg/100g)
5,5
]]>
<![CDATA[ Seppia ]]>http://www.pescasicilia.net/index_193.htmlOrdine: SEPIIDA
Famiglia: Sepiidae
Genere: Sepia

Sepia officinalis
(Linneo, 1758)

Ha il corpo ovale, piuttosto schiacciato e provvisto, per tutto il margine, di una lamina contrattile che rappresenta le due pinne le quali sono separate tra loro solo posteriormente. Il capo è ben distinto dal corpo, con occhi laterali ben sviluppati. I tentacoli sono in numero di dieci deiquali otto sono corti, rivestiti di parecchie file di ventose edue invece molto allungati e retrattili, clavati all’estremità e provvisti di ventose disuguali. Il mantello superiormente è di colore grigiastro su cui si notano numerosezebrature molto più accentuate nei maschi adulti mentreinferiormente è biancastro. Nel suo interno è presente una conchiglia (detta Osso di seppia) di colore bianco abbastanza leggera e spessa nella cui parte posteriore è presente una robusta spina detta “rostro” . Sempre nelmantello è presente una particolare ghiandola dalla quale, a scopo difensivo, l’animale emette una sorta di liquido nero, chiamato “nero di seppia”. Quest’ultimo,nell’Italia meridionale, rappresenta l’ingrediente principale di una specialità chiamata “spaghetti al nero di seppia”. La seppia può raggiungere le dimensioni di 30 cm e anche più.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Abruzzo:Seppia
  • Calabria: Seppia, Siccia, Seppia ‘mperiali
  • Campania: Seccia, Seccetella
  • Lazio: Seppia
  • Liguria: Sepia, Sepieta, Seppia
  • Puglia: Seccia, Cècce, Scarpitta
  • Toscana: Seppia
  • Sardegna: Sippia, Sepia, Seppia
  • Sicilia: Siccia
  • Veneto: Sepa, Sepa de porto, Seppia

Scheda nutrizionale

Valore Energetico Kcal /100g
72
Acqua (g/100g)
81,5
Proteine (g/100g) 14,0
Lipidi (g/100g) 1,5
Potassio (mg/100g) 273
Fosforo (mg/100g) 143
Calcio (mg/100g) 27
Ferro (mg/100g) 17,4
Rame (mg/100g) 1,1
Zinco (mg/100g) 4,2
Vitamina A (µg/100g) 0,09
Vitamina B1(µg/100g) 0,08
Vitamina D (µg/100g) 0,17
]]>
<![CDATA[ Sgombro ]]>http://www.pescasicilia.net/index_485.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Scombridae
Genere: Scomber

Scomber scombrus 
(Linneo, 1758)

Ha il corpo slanciato, fusiforme, a sezione quasi cilindrica ed assottigliato solo in prossimità del peduncolo caudale. La bocca è molto grande, incisa, munita di numerosi piccoli denti impiantati solo su un'unica fila. Il colore dell’animale è azzurro verdastro sul dorso con numerose striature sinuose, di colore nerastro. I fianchi ed il ventre sono argentati. L’animale può arrivare ad una lunghezza di 50 cm e toccare i 1,5 Kg di peso. E' un animale essenzialmente pelagico che si riunisce in banchi. Le sue carni, molto delicate, vengono utilizzate sia fresche, sia conservate sott’olio o affumicate. E’ comune lungo tutte le nostre coste.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Brindisi: Scombru, Culeu
  • Cagliari: Cavaglia
  • Catania: Stummu, Sbirru
  • Civitavecchia: Maccarello, Lacerto
  • Crotone: Strumbu varatulu
  • Gaeta: Sgummero, Lacierto,Tenna
  • Genova: Laxertu
  • Livorno: Lacerto, Agerto
  • Manfredonia: Sgommari
  • Messina: Strummu
  • Monfalcone: Sgombro
  • Napoli: Lacierto
  • Olbia: Bisaru, Biseru
  • Palermo: Scurmu
  • Porto Empedocle: Scurmu veru
  • Reggio Calabria: Strumbu
  • Roma: Maccarello
  • Salerno: Lacierti, Occhioni, Scottoni
  • Siracusa: Sgummu
  • Taranto: Maccariedde, Lacierte
  • Trapani: Scurmu, Oracoli
  • Trieste: Sgombro, Scombro
  • Venezia: Sgombro, Ganzariol

Scheda nutrizionale

Valore Energetico (Kcal /100g)
170
Acqua (g/100g)
69,8
Proteine(g/100g)
17,0
Carboidrati (g/100g)
0,6
Lipidi (g/100g)
11,1
Saturi (g/100g)
2,61
Polinsaturi (g/100g)
2,46
Monoinsaturi (g/100g)
4,13
Potassio (mg/100g)
360
Sodio (mg/100g)
130
Fosforo (mg/100g)
264
Calcio (mg/100g)
38
Ferro (mg/100g)
1,2
Colesterolo (mg/100g)
95
]]>
<![CDATA[ Sogliola ]]>http://www.pescasicilia.net/index_486.htmlOrdine: PLEURONETTIFORMI
Famiglia: Soleidae
Genere: Solea

Solea vulgaris
(Quensel, 1806)

Ha il corpo allungato, di forma ovale. Gli occhi sono situati sul lato destro. Quello dorsaleè spostato in avanti rispetto all’altro. L’animale è ricoperto di numerose squame, di forma rettangolare, molto piccole ma recanti ai margini minuscole spine, ciò spiega il motivo per cui passando una mano dalla coda finoalla testa, la superficie si presenta abbastanza ruvida. Il colore del dorso è grigio-bruno, uniforme oppure con macchiette non sempre evidenti. La parola sogliola deriva dal latino solea,  che significa “sandalo” o “pianella”. Ha carni ritenute pregiate; è abbastanza comune lungo tutte le coste italiane.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Sfogia
  • Bari: Palai
  • Cagliari: Palaria
  • Genova:Lengua
  • Messina: Linguata
  • Nicotera: Pilaja
  • Pescara: Sfoja
  • Reggio Calabria: Palaia
  • Roma: Sogliola, Linguattola
  • Scilla: Soggia
  • Sicilia: Tùppiti, Tùppiti veraci, Linguata
  • Taranto: Palaia
  • Venezia: Sfogio, Sfogio zentil

Scheda nutrizionale

Valore Energetico (Kcal /100g)
86
Proteine (g/100g)
17,7
Carboidrati (g/100g)
0,7
Lipidi (g/100g)
1,4
Zinco (mg/100g)
0,42
Sodio (mg/100g)
110
Calcio (mg/100g)
70
Ferro (mg/100g)
0,9
Fosforo (mg/100g)
205
Potassio (mg/100g)
290
Cloro (mg/100g)
155
Rame (mg/100g)
0,06
Magnesio (mg/100g)
27
VitaminaB1 (mg/100g)
0,1
Vitamina C (mg/100g)
2
Vitamina D (mg/100g)
0,07
Vitamina E (mg/100g)
0,21
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
]]>
<![CDATA[ Spigola ]]>http://www.pescasicilia.net/index_169.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Serramidae
Genere:  Dicentrarchus

Dicentrarchus labrax
(Bloch, 1792)

A differenza di tutti i serranidi, questa specie ha due pinne dorsali piuttosto vicine, anziché una. Il corpo è slanciato e poco compresso ai lati. L’animale ha il dorso di colore grigio-nerastro o grigio-piombo lucido; il ventre è biancastro. Altre volte, invece, la colorazione subisce variazioni di tonalità tendenti al grigio giallastro in rapporto all’ambiente in cui esso vive. Ha carni particolarmente pregiate ricercate in tutti i nostri mercati. Può raggiungere anche i 120 cm di lunghezza e toccare i 13 Kg di peso. Vive sia in acque salate  che in acque salmastre. Vista l’importanza commerciale viene allevata in impianti artificiali sia a terra che in allevamenti off-shore.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Branzin, Varolo
  • Bari: Spain
  • Brindisi: Spina
  • Cagliari: Lupu
  • Catania: Spinola, Spinotta
  • Chioggia: Branzin, Baicolo
  • Genova: Luasi, Luassu
  • Imperia: Loasso
  • Livorno: Ragno
  • Manfredonia: Spinole
  • Messina: Spinula
  • Molfetta: Spaine
  • Monfalcone: Branzin
  • Napoli: Spinola
  • Palermo: Spinula
  • Pescara: Spina
  • Roma: Spigola
  • Savona: Branzino
  • Siracusa: Serra
  • Trapani: Spina
  • Trieste: Branzin
  • Venezia: Branzin

Scheda nutrizionale

Valore Energetico (Kcal /100g)

82
Acqua (g/100g)
79
Proteine (g/100g)
16,5
Lipidi (g/100g)
1,5
Saturi (g/100g)
0,35
Monoinsaturi (g/100g)
0,30
Polinsaturi (g/100g)
0,40
Fosforo (mg/100g)
202
Potassio (mg/100g)
307
Calcio (mg/100g)
20
Ferro (mg/100g)
4,1
Colesterolo (mg/100g)
48
]]>
<![CDATA[ Sugarello Maggiore ]]>http://www.pescasicilia.net/index_488.html Ordine: PERCIFORMI
Famiglia: Carangidi
Genere: Trachurus

Trachurus mediterraneus
(Steindachner, 1868)

E’ simile al suro, ma si differenzia per alcune caratteristiche: il numero degli scudetti laterali oscilla tra 78 e 95, questi si presentano aderenti al corpo e quindi appena percettibili; le branchio-spine sono in numero di 35-38 mentre nel suro vanno da 40 a 42. l colore è verde azzurrastro sul dorso, bianco argenteo sui fianchi e sul ventre, con riflessi iridati. Per ogni lato, sull’orlo posteriore dell’opercolo, c’è una macchia nerastra. Vive a profondità tra i 50 e i 500 metri, è molto voraceed è diffuso in tutti i mari, specialmente al Sud.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

Messina: Sauru jancu

]]>
<![CDATA[ Sugarello Pittato ]]>http://www.pescasicilia.net/index_489.html

Ordine: PERCIFORMI
Famiglia: Carangidae
Genere: Trachurus

Trachurus picturatus
(Bowdich, 1825)

Ha il corpo simile alle specie congeneri (suro e sugarello maggiore). È piuttosto fusiforme, massiccio, poco compresso lateralmente. La linea laterale è costituita da scudetti ossei il cui numero varia tra 90 e 108. Il colore è grigio-nerastro sul dorso, bluastro quando l’animale è appena pescato; i fianchi sono grigio-azzurro lucente mentre il ventre è bianco-argentato. Misura fino a 60 cm di lunghezza. Vive a profondità maggiori rispetto al suro; è poco diffuso, ma è più comune nello Stretto di Messina, nelle Isole Eolie e nel Catanese. Raro in Adriatico.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Messina: Sauru niru
  • Sicilia: Sauru ucchiutu
]]>
<![CDATA[ Suro ]]>http://www.pescasicilia.net/index_170.htmlOrdine : Perciformi
Famiglia : Carangidae
Genere : Trachurus 

Trachurus trachurus
(Linneo, 1758)

Ha il corpo fusiforme, massiccio poco compresso ai lati con il peduncolo caudale piuttosto sottile. Il colore è grigio verde sul dorso, argenteo sui fianchi, con riflessi iridescenti, mentre il ventre è biancastro. Sull’orlo posteriore dell’opercolo è presente sempre una macchia di colore nerastro. L’animale, dalle carni squisite, può toccare i 50 cm di lunghezza. Vive a profondità variabili fra i 50 ed i 500 metri. E’ un animale voracissimo ed attacca qualunque cosa si muova. E’ diffuso in tutti i mari d’Italia, soprattutto al sud.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Sciuro
  • Bari: Lacert
  • Brindisi: Traule
  • Cagliari: Surellu
  • Catania: Sauru lisciu
  • Gaeta: Sauro, Savaro
  • Genova: Suelo
  • Livorno: Sugarello
  • Messina: Sauru
  • Molfetta: Lacierte
  • Napoli: Sauro
  • Palermo: Sauru
  • Pescara: Sure
  • Reggio Calabria: Sauro
  • Roma: Sauro
  • Salerno: Savaro
  • Savona: Soello
  • Siracusa: Sauru
  • Trapani: Sauru
  • Trieste: Suro
  • Venezia: Suro

Schedanutrizionale

3,0

Valore Energetico (Kcal /100g)

104
Acqua (g/100g)
77,2
Proteine (g/100g)
18,3
Lipidi (g/100g)
Saturi(g/100g)
0,87
Polinsaturi (g/100g)
0,66
Monoinsaturi (g/100g)
0,58
Fosforo (mg/100g)
224
Potassio (mg/100g)
212
Sodio (mg/100g)
111
Calcio (mg/100g)
125
Ferro (mg/100g)
0,9
Colesterolo (mg/100g)
65
]]>
<![CDATA[ Tanuta ]]>http://www.pescasicilia.net/index_171.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Sparidae
Genere: Spndyliosoma

Spondyliosoma cantharus
(Linneo, 1758)

La forma di questo pesce dipende soprattutto dall’età; difatti gli individui giovani presentano il corpo ovale, molto simile a quello delle salpe. Gli adulti, invece, sono più tozzi con profilo alto e corpo piuttosto massiccio. La colorazione tende al grigio-verde con strisce longitudinali dorate quando l’animale è nel suo ambiente naturale; dopo la morte però assume tonalità tendenti al brunastro o plumbeo uniformi. Questa specie, dalle carni particolarmente delicate e gustose, può raggiungere la lunghezza massima di 50 cm. Vive soprattutto su fondali rocciosi ricchi di vegetazione. E’ una specie abbastanza diffusa lungo tutte le coste italiane.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Sargo rigato, Sargo grosso
  • Bari: Riggion
  • Brindisi: Scantru
  • Cagliari: Tanuda
  • Catania: Scantru, Scantru masculinu
  • Chioggia: Ociada, Cantareta
  • Crotone: Monacedda
  • Genova: Tanua, Scaggiun
  • Messina: Scantiru
  • Palermo: Cianciastru, Zippula
  • Reggio Calabria: Scantaru
  • Roma: Tanuta, Morettone
  • Siracusa: Scandri
  • Trieste: Ociada, Cantara, Cantarion
  • Venezia: Taruta
]]>
<![CDATA[ Tombarello ]]>http://www.pescasicilia.net/index_172.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Scombridi
Genere: Auxis

Auxis rochei
(Risso, 1810)

Ha il corpo affusolato panciuto al centro e molto assottigliato in prossimità del peduncolo caudale. Questo pesce viene spesso venduto fraudolentemente per Tonnetto (Euthynnus alletteratus). Il colore del dorso è blu-nerastro o grigio piombo con numerose fasce vermicolari molto più evidenti quando l’animale è in vita. Il ventre è argentato mentre tutte le pinne sono grigiastre, fatta eccezione delle pettorali il cui interno è nerastro. L’animale può raggiungere i 50 cm e toccare  1,5 Kg di peso. E’ un pesce gregario, pelagico e migratorio.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Tumbarello
  • Bari: Motolo
  • Brindisi: Motulu
  • Cagliari: Strummulu, Strumbu
  • Catania: Sangusu, Tunnacchiu, Sgamiru
  • Chioggia: Tambarela
  • Genova: Strumbo
  • Imperia: Bonitu
  • Messina: Pisantuni, Sangusu, Culariau
  • Napoli: Scurmo
  • Olbia: Istrumbulu
  • Otranto: Scurmu
  • Palermo: Mpisu, Bisu
  • Rimini: Tombarello
  • Roma: Tonnetto
  • Siracusa: Sgamirru
  • Taranto: Tombarello, Motolo
  • Trapani: Mpisu
  • Trieste: Sgionfeto
  • Venezia: Tambarelo
  • Viareggio: Tamburello

Scheda nutrizionale

Acqua (g/100g)
70,65
Proteine (g/100g)
25,30
Lipidi (g/100g)
8,13
]]>
<![CDATA[ Tonnetto ]]>http://www.pescasicilia.net/index_173.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Scombridae
Genere: Euthynnus

Euthynnus alletteratus
(Rafinesque, 1810)

Ha il corpo allungato, fusiforme, con il peduncolo caudale molto assottigliato. L’occhio è piccolo e circolare. La bocca ha la mandibola leggermente prominente. Il colore del dorso è azzurro nerastro, brillante, con numerose linee sinuose molto scure. I fianchi ed il ventre sono argentati. Tra le pinne pettorali ele ventrali, su entrambi i lati, sono presenti alcune macchie nere, quasi circolari, il cui numero varia a seconda degli individui. Questa specie può raggiungere i 7 kg di peso ed arrivare fino a 80 cm di lunghezza. E’ un pesce pelagico, gregario e predatore. Ha carni molto simili a quelle del tonno. E’ comune lungo tutte le coste italiane.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Bari: Palametidd
  • Brindisi: Nzirru
  • Cagliari: Alacurza, Scampirru
  • Catania: Allittiratu, Cuvaritu
  • Genova: Tunna, Tonnella
  • Manfredonia: Letterato
  • Messina: Allittiratu, Littiratu, Tunnina
  • Napoli: Alletterato
  • Palermo: Allittiratu
  • Pescara: Letterato
  • Porto Empedocle: Allittirato, Cuvarito
  • Rimini: Litterato, Tonnina
  • Roma: Tonnetto
  • Siracusa: Pizziteddu
  • Trieste: Leterato
  • Venezia: Carcana, Aleterato
  • Viareggio: Sanguinaccio

Scheda nutrizionale

Valore Energetico (Kcal /100g)

106
Proteine (g/100g)
23,97
Lipidi (g/100g)
6,29
]]>
<![CDATA[ Tonno ]]>http://www.pescasicilia.net/index_174.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Scombridae
Genere: Thunnus

Thunnus thynnus
(Linneo, 1758)

Ha il corpo fusiforme, allungato nei giovani e massiccio negli adulti. Il peduncolo caudale è molto sottile e reca ai lati una carena piuttosto sviluppata. Il colore del dorso è azzurro acciaio o blu nerastro; i fianchi ed il ventre sono bianco argentato con meravigliose iridescenze che svaniscono dopo la morte. Le pinnule hanno una tonalità tendente al giallastro. Questa specie può toccare anche i 750 kg di peso. E’ specie gregaria, migratrice e predatrice famelica. E’ un animale distribuito in tutto il Mediterraneo.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Abruzzo: Tonne
  • Calabria: Tunnu
  • Gallipoli: Tunnu, Tunnacchiu, Franzillottu
  • Liguria: Tunnu
  • Marche: Tonno
  • Sardegna: Tunnu, Barilaro (adulto), Scampiru (giovane)
  • Sicilia: Tunnu, Tunnacchiolu (giovane), Tunnu da castagnara (esemplari fino a 20-30 kg che si catturano a settembre)
  • Toscana: Tonno

Scheda nutrizionale

Valore Energetico (Kcal /100g)

159
Acqua (g/100g)
61,5
Proteine (g/100g)
21,5
Carboidrati (g/100g)
0,1
Lipidi (g/100g)
8,1
Saturi (g/100g)
2,09
Polinsaturi(g/100g)
2,96
Monoinsaturi (g/100g)
2,09
Colesterolo (mg/100g)
27
Fosforo (mg/100g)
264
Magnesio (mg/100g)
26
Calcio(mg/100g)
38
Ferro (mg/100g)
1,3
Vitamina A (µg/100g)
0,45
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<![CDATA[ Tordo Pavone ]]>http://www.pescasicilia.net/index_175.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Labridae
Genere: Symphodus

Symphodus tinca
(Linneo, 1758)

Presenta il corpo allungato, ovale e compresso ai lati. Fra tutti i labridi, il Tordo pavone è il più frequente ed è, al pari del Tordo fischietto maschio, quello che eccelle per maestosità e per la moltitudine di colori che adornano il corpo. Nei maschi, il colore di fondo è verdastro ogiallo-olivastro con linee longitudinali giallastre, rossastre o marrone chiaro. Le labbra, piuttosto carnose, possono essere blu, gialle o verdi. L’iride è giallo o verde. Addossata all’opercolo c’è una macchia nerastra. Tutte le pinne sono multicolori. Le femmine, invece, hanno colori meno appariscenti, tendenti al marrone chiaro con linee longitudinali parallele, di colore marrone scuro o brunastro. Questa specie ha carni buone per la zuppa di pesce. Può raggiungere i 35 cm di lunghezza. E’ diffuso lungo le coste italiane. 

Vocabolario dei nomi dialettali italiani 

  • Ancona: Limone giallo
  • Catania: Pittara, Occhiu beddu, Scarparu, Pittara di pulici
  • Crotone: Perchia
  • Genova: Perchia
  • Messina: Lappira viddi, Lapparuni
  • Napoli: Paunessa
  • Ortona: Bbarrone
  • Palermo: Pittima
  • Roma: Pappagallo
  • Sardegna: Lampu, Babbasuni, Arrocaledus
  • Savona: Caxattou de fundu
  • Taranto: Lappana
  • Terracina: Pesce pavone
  • Trieste: Papagal
  • Vasto: Bbarraune, Bbarrà
  • Venezia: Donzela, Papagà
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<![CDATA[ Totano ]]>http://www.pescasicilia.net/index_192.htmlOrdine: TEUTHIDA
Famiglia: Ommastrephidae
Genere: Todarodes

Todarodes sagittatus
(Lamarck, 1798)

Ha il corpo allungato, cilindrico, con pinne di forma triangolare impiantate nell’estremità posteriore del mantello che non oltrepassano mai anteriormente la metà del corpo. Le braccia tentacolari, non retrattili, sono clavate e provviste di quattrofile di ventose. La loro lunghezza è circa il doppio diquella dei tentacoli minori il cui numero è pari a otto. Essi, oltre ad essere pressoché di uguale lunghezza, sono provvisti di due serie di ventose peduncolate. L’animale ha nel complesso un colore violaceo con meravigliose iridescenze che scompaiono solitamente dopo alcune ore dalla cattura. Questa specie può arrivare fino a 1 m di lunghezza e toccare anche i 15 kg di peso.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Calabria: Totunno
  • Campania: Totano, Totariello
  • Liguria: Totano, Totanassa
  • Marche: Truffelli
  • Puglia: Totano, Lempete
  • Sicilia: Totinu, Todiru
  • Toscana: Totanessa
  • Veneto: Calamaro todero
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<![CDATA[ Tracina Drago ]]>http://www.pescasicilia.net/index_176.htmlOrdine: PERCIFORMI
Famiglia: Trachinidae
Genere: Trachinus

Trachinus draco
(Linneo, 1758)

Ha il corpo piuttosto allungato e compresso ai lati. La testa è tozza ed ottusa. La bocca è grande, incisa obliquamente. Ciascun opercolo è armato di una robusta spina, piuttosto lunga. Il colore di fondo è bianco-giallastro con numerosestrisce oblique, sottili, di colore blu o bruno-verdastro. La prima dorsale è nerastra. Questa specie può raggiungere anche i 40 cm di lunghezza. Vive fino a 100 metri di profondità. Ha carni delicate ed è utilizzata soprattutto per le zuppe. E’ diffusa lungo tutte le coste italiane. Va maneggiata con molto cautela giacché le sue spine, opercolari e dorsali, sono collegate con ghiandole velenifere ad azione tossica sul sistema nervoso ed emolitica sul sangue. Tra l’altro la puntura causa anche forti dolori che possono durare 4-8 ore; anche se raramente, si possono manifestare svenimenti, tachicardie, febbre, vomito e perfino delirio.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Pesce ragno tigrato
  • Bari: Parasaula
  • Cagliari: Aragna
  • Catania: Tracina pinta
  • Civitavecchia: Tracina
  • Crotone: Tracina bovina
  • Genova: Traxina, Agna
  • Imperia: Ragna
  • La Spezia: Trasina, Agna
  • Messina: Tracina carrubbara
  • Napoli: Tracena liscia
  • Palermo: Tracina
  • Reggio Calabria: Tracina
  • Taranto: Strascene, Trascene
  • Trapani: Tragena
  • Trieste: Ragno
  • Venezia: Ragno, Varagno

Scheda nutrizionale

Valore Energetico (Kcal /100g)

 96

Proteine (g/100g)
Lipidi (g/100g)
9,5
Sodio (mg/100g)
47
Potassio (mg/100g)
191
Vitamina B1(µg/100g)
0,41
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<![CDATA[ Triglia di Fango ]]>http://www.pescasicilia.net/index_177.html Ordine: PERCIFORMI
Famiglia: Mullidae
Genere: Mullus

Mullus barbatus
(Linneo, 1758)

Presenta il corpo allungato e poco compresso ai lati. A differenza dell’affine Triglia di scoglio, il profilo del capo, in questa specie è quasi verticale mentre l’occhio si trova quasi aderente al profilo superiore. Il colore, nel complesso è giallastro o roseo ma con variazioni di tonalità a seconda dell’ambiente in cui vive. Misura eccezionalmente anche 25 cm ma tale dimensione sembra essere una caratteristica esclusiva degli esemplari di sesso femminile. Vive fino a 300 metri di profondità. Ha abitudini gregarie. Ha carni pregiate. E’ diffusa lungo tutte le coste italiane.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona: Triglia, Rosciolo
  • Bari: Treggh, Minl e sbrigl
  • Brindisi: Tregghia caputedda
  • Cagliari: Triglia de fangu, Triglia arrubia
  • Catania:Trigghia, Trigghia caputedda
  • Gaeta: Treglia saponara
  • Gallipoli: Trejazzula
  • Genova: Treggia de funnu
  • Livorno: Triglia di rena
  • Messina: Sparacalaci
  • Napoli: Treglie e fango
  • Palermo: Trigghia i fangu
  • Pescara: Barbone
  • Porto Empedocle: Trigghiola, Sparacalaci, Trigghia i fangu
  • Reggio Calabria: Trigghia
  • Roma: Trjia
  • Taranto: Tregghia de fanghe
  • Trapani: Trigghia ‘i fangu
  • Trieste: Barbon
  • Venezia: Barbon, Cavasiol

 Scheda nutrizionale

Valore Energetico (Kcal /100g)
123
Proteine (g/100g)
15,8
Carboidrati (g/100g)
1,09
Lipidi (g/100g)
6,2
Saturi (g/100g)
1,62
Polinsaturi (g/100g)
1,88
Monoinsaturi (g/100g)
1,43
Colesterolo (mg/100g)
94
Fosforo (mg/100g)
218
Calcio (mg/100g)
21
Ferro (mg/100g)
1,1
Potassio (mg/100g)
275
Sodio (mg/100g)
94
Vitamina A (mg/100g)
9
Vitamina B1(mg/100g)
0,07
Vitamina C (mg/100g)
2

 

 

]]>
<![CDATA[ Triglia di Scoglio ]]>http://www.pescasicilia.net/index_178.html Ordine: PERCIFORMI
Famiglia: Mullidae
Genere: Mullus

Mullus surmuletus
(Linneo, 1758)

Ha il corpo allungato, non molto compresso ai lati. L’occhio è relativamente grande ed è, rispetto all’affine Triglia di fango, più distanziato dal profilo della testa il quale, fino alla bocca, scende meno bruscamente. Il colore del dorso è rosso arancio o rossastro, talvolta screziato di tinte brunastre. I fianchi sono rosa con 3-4 fasce longitudinali di colore giallo dorato. Ilventre è biancastro con sfumature rosacee. L’animale, può raggiungere lunghezze fino a 45 cm. Vive fino a 50-60 metri di profondità. Ha abitudini gregarie. Ha carni pregiate. E’ comunissimo lungo tutte le coste italiane.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Ancona:  Triglia di scoglio 
  • Bari: Treggh de scugh
  • Brindisi: Tregghia russa
  • Cagliari: Triglia de scogliu
  • Catania:Sparacanaci, Sparacalaci
  • Gallipoli: Treja de scoju
  • Genova: Treggia de scheuggiu
  • Livorno: Triglia di scoglio
  • Messina: Trigghia, Babbuni
  • Napoli: Treglie ‘e scoglio
  • Palermo: Trigghia i scogghiu
  • Pescara: Rusciole, Trjia
  • Porto Empedocle: Trigghia di solu
  • Reggio Calabria: Trigghia di scogghiu
  • Roma: Trjia de scojo
  • Taranto: Tregghia de scogliu
  • Trapani: Trigghia d’arca
  • Trieste: Barbon de nassa, Tria
  • Venezia: Tria, Trioleta, Triola

Scheda nutrizionale

Valore Energetico (Kcal /100g)
123
Acqua (g/100g)
77,23
Proteine (g/100g)
20,18
Lipidi (g/100g)
1,89
Carboidrati (g/100g)
1,1
Calcio (mg/100g)
21
Ferro (mg/100g)
21
Vitamina C (mg/100g)
2
]]>
<![CDATA[ Venere Chione ]]>http://www.pescasicilia.net/index_257.html

Ordine: CHAMIDA
Famiglia: Veneridae
Genere: Callista

Callista chione
(Linneo, 1758)

La conchiglia di questa specie si presenta ovale, con margine liscio, abbastanza lucida. Essa è finemente percorsa da striature concentriche di colore marrone rossastro attraversate da pochi raggi a tinte più scure, le quali, partendo dall’apice della conchiglia, arrivano fino al margine esterno.Le sue dimensioni a volte oltrepassano anche i 10-11 cm. L’animale ha carni pregiate e gustose.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Campania: Fasolara,Fasulara, Cocciuta fasulara
  • Marche: Concola liscia
  • Puglia: Fasularè, Camadia di luna
  • Sicilia: Fasulara
  • Veneto: Issolon, Issolone
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<![CDATA[ Zerro Musillo ]]>http://www.pescasicilia.net/index_179.htmlOrdine : PERCIFORMI
Famiglia : Centracanthidae
Genere : Centracanthus

Centracanthus cirrus
(Rafinesque, 1810)

Ha il corpo affusolato, cilindrico che va restringendosi in prossimità del peduncolo caudale. L’occhio è piuttosto grande, il muso è allungato, protrattile, molto di più rispetto alle specie affini. Il colore dell’animale sul dorso è rossiccio, carota, rosso mattone o bruno rossastro mentre i fianchi hanno tinte molto più sbiadite. L’animale può raggiungere anche i 25 cm di lunghezza. Vive a profondità che si aggirano sui 100 – 200 metri. E’ specie gregaria. Ha carni discrete apprezzate solo nel meridione d’Italia. E’ specie rara, comune solo nello Stretto di Messina e nelle aree limitrofe. Questa specie merita di essere valorizzata nellanostra cucina poiché il calcio contenuto nelle sue carni presenta un valore abbastanza elevato tale che il rapporto Ca/P (Calcio-Fosforo), superiore a 0,6 mg, è tra i più alti delle altre specie marine.

Vocabolario dei nomi dialettali italiani

  • Catania: Pisci di umbra
  • Isole Eolie: Sbirru
  • Messina: Asineddu, Sineddu, Puntaloru
  • Napoli: Musillo
  • Palermo: Cirru, Palù
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